Google spegne le ads a destra dei risultati di ricerca: 7 cose che devi sapere

Google spegne le ads a destra dei risultati di ricerca: 7 effetti dirompenti che devi per forza conoscere se ti occupi di Web Marketing o Social Media…

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Mentre scrivo questo post è sabato, mi sono appena svegliato, c’è il sole: finalmente mi rilass… boom, notizia dell’ultimo secondoConfirmed: Google To Stop Showing Ads On Right Side Of Desktop Search Results Worldwide. Non si può stare tranquilli un minuto quando ci sono di mezzo Facebook e Google.

In super sintesi: pare ormai certo che Google toglierà gli annunci pubblicitari che appaiono lateralmente, a fianco dei risultati di ricerca fatti da dispositivi Desktop, mantenendo gli annunci (attualmente 3, forse 4 in futuro) sopra e sotto i dieci risultati organici apparsi dopo aver cercato una query. Unica eccezione: i product listing ads.

Una modifica da nulla? Non proprio.

Questa decisione a mio avviso ha un effetto domino pazzesco per chiunque si occupi di Web Marketing, non solo per i professionisti di pay per clic. Ecco cosa potrebbe succedere…

7 effetti post eliminazione annunci laterali Google

Alcuni effetti dovuti a questa decisione, alcuni sicuri altri possibili…

1. Aumento del costo per click

La legge della domanda e dell’offerta vuole che minore sia la disponibilità di un bene e maggiore – potenzialmente – sarà il costo per ottenerlo. Per ogni parola chiave comprata su Google Adwords, saranno sempre meno gli spazi a disposizione, scatenando aste più agguerrite.

2. La vita si fa dura per i piccoli inserzionisti

Ovviamente, chi ha meno budget farà molta più fatica a trovare spazio nella rete di ricerca standard per le parole chiave più competitive. Serve sempre più budget, più ingegno e più specializzazione. Ma non solo…

3. Servono professionisti!

Ora più che mai improvvisarsi su Google Adwords diventa rischiosissimo: significa buttare soldi per ottenere zero. Questi continui cambiamenti nel marketing digitale, in generale, portano a una necessità di iper-specializzazione digitale su argomenti di nicchia (ad esempio: chi sa fare bene Google Adwords non è detto sappia fare bene anche la pubblicità su Google Shopping, anzi!).

4. Maggiore tasso di click sui link a pagamento?

Con il probabile aumento a 4 annunci a pagamento in alto, sopra ai risultati naturali, è lecito attendersi un maggiore Click Through Rate, ossia il tasso di click sui link a pagamento. Con ulteriore dispendio di risorse su Google Adwords per gli inserzionisti (ma, contestualmente, un probabile aumento di risultati per chi è in grado di posizionarsi nelle prime 4 posizioni).

5. Maggiore attenzione ai vari formati di annuncio disponibili

Diminuendo le possibilità offerte dalla rete di ricerca Google, bisogna sperimentare con maggior fiducia verso la rete Display (banner), annunci video, annunci con partner Google, annunci in App…

6. Maggiore spazio ad alternative pubblicitarie

Evidentemente, l’aumento del budget necessario per pubblicizzarsi su Google Adwords per la rete di ricerca standard rende obbligatorio guardarsi attorno per cercare qualche alternativa. Il budget da spendere in attività promozionali è limitato, perciò potrebbe essere spostato con maggiore decisione anche su:

  • Social Ads (pubblicità su Facebook, Instagram, Twitter)
  • Native Advertising / Post sponsorizzati
  • Ingaggio blogger e influencer vari
  • Marketing di Affiliazione
  • Dem

7. SEO vs Traffico a pagamento

Ipotizzando che sarà più difficile in termini di visibilità – o più oneroso – fare campagne pay per click su Google, è plausibile pensare ad un contestuale sbilanciamento a favore di campagne SEO per ottenere siti web sempre più performanti e visibili sui risultati naturali di ricerca.

Chi si posiziona là in alto su Google non dovrà preoccuparsi troppo, anche se chi si occupa di far funzionare progetti online sa bene che SEO e traffico a pagamento non sono poi così alternativi, ma più spesso complementari.

A livello di stanziamento dei budget, però, questa scelta di Google può avere conseguenze.

Ma perché Google ha fatto questa scelta?

La risposta più facile è, probabilmente, per guadagnare di più a partire da ogni singola parola chiave acquistata su Google Adwords.

E, possibilmente, per dare fiato anche ad altri formati di annuncio Google in secondo piano rispetto alla classica campagna “solo rete di ricerca”. Google Shopping potrebbe occupare quello spazio e togliere mercato a colossi come Amazon. Plausibile.

Aggiungo: perché no, anche per fare un po’ di pulizia in SERP incasinate, zeppe di annunci, banner, schede… Ciò si tradurrebbe in una maggiore selezione degli annunci e degli inserzionisti, per una risposta alle ricerche dell’utente più ordinata e pertinente, con maggiori chance di cliccare da parte dell’utente, non più disorientato (less is more).

Che ne pensate?


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