Google Translate fa un’altra vittima (illustre): l’Università Bocconi di Milano

Uno dei lavori più recenti, diffusi e richiesti, negli ultimi anni, è il Social Media Specialist (o Strategist, o “Social Media Coso”). Ma quali sono le caratteristiche che deve possedere un Esperto in Web Marketing e Social Media?

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Uno dei lavori più recenti, diffusi e richiesti, negli ultimi anni, è il Social Media Specialist (o Strategist, o “Social Media Coso”). Ma quali sono le caratteristiche che deve possedere un Esperto in Social Media?

Ho letto tante ricerche di lavoro sul tema: chi lo vuole “con esperienza”, chi “appassionato” di Social Media, chi lo vuole “nerd”, chi lo esige “esperto utilizzatore di Photoshop e Illustrator”, chi lo vuole gratis… Raramente ho visto “con ottimo inglese”.

Ok, può essere che l’azienda in questione abbia un business solo italiano… però chi si occupa di Social – prima o poi – sbatte contro l’inglese, quanto meno per il fatto che le migliori aziende benchmark e i blog imperdibili si trovano ben oltre le Alpi.

Il problema per i Social Media Specialist con un claudicante inglese è dato dal fatto che:

  1. Google Translate, salvagente universale, tende a tradurre con troppa fantasia
  2. C’è questa moda – anche un po’ sadica forse, ma tant’è – di pompare all’inverosimile eventuali gaffe pubblicate sui Social, a maggior ragione se lo scivolone proviene da un noto brand.

Online si trovano diverse risorse per imparare l’inglese, ma lo dico per esperienza personale, avendo provato QUALUNQUE COSA per padroneggiarlo bene: conviene mettersi di buona lena e sfruttare corsi professionali in presenza di Business English (come quelli di Wall Street English, ad esempio).

Altrimenti succedono cose tipo questa…

Quando l’epic fail (non) parla inglese: il caso Università Bocconi su Facebook

L’Università Bocconi di Milano fa il colpaccio: invita Tim Cook di Apple all’inaugurazione del nuovo anno accademico. Prontamente appare su Facebook questo status (corredato da foto di Tim):

He is Tim Cook, chief executive officer of Apple. And he will be in Bocconi on 10 November for the inauguration of the new academic year

Ovviamente, si scatena il putiferio. Offese e scontri verbali tra bocconiani e non bocconiani, condivisioni canzonatorie ed effetto virale (ecco lo status incriminato: https://www.facebook.com/unibocconi/posts/1060440364000185:0).

Al di là delle estremizzazioni dei commenti, che non mi piacciono (comprese quelle dei grammar nazi, oggettivamente esagerate in questo caso, non tanto nel contenuto e nella polemica, quanto nel modo), credo che basti fare 3 semplici considerazioni:

  1. Un brand come Bocconi, che oltretutto si occupa di formazione di altissimo livello, non può permettersi certi epic fail.
  2. Prima di pubblicare sui Social e sul web in generale, bisogna sempre controllare, verificare e ricontrollare (a maggior ragione se tu, caro Social Media Specialist, stai rappresentando un marchio prestigioso)
  3. Per i “Social Media Specialist” e per chiunque si occupi di marketing in senso lato: l’inglese è semplicemente FONDAMENTALE.

Che ne pensate?


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