Casa Facebook, Viale Twitter

Perché Facebook ha 8 volte il numero di utenti di Twitter? Ecco una chiave di lettura di Viviana Viviani, a cui diamo il nostro benvenuto su Bee Social! #MyIonSocial

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[dropcaps]L[/dropcaps]a password di Facebook è la chiave con cui si entra in casa. La casa è ampia e accogliente, arredata dal proprietario secondo il proprio gusto. Ci sono quadri alle pareti, musica, libreria e videoteca. In casa si invitano gli amici, spesso anche gli amici degli amici, qualche volta i conoscenti di passaggio. Ad alcuni vengono mostrate tutte le stanze, ad altri solo le più ordinate.

Se chiedi a qualcuno di diventare tuo amico, deciderà se ricambiarti oppure no: d’altra parte, nella vita è così. Su Facebook ci si fanno vedere gli album di famiglia, le foto delle vacanze, le scarpe appena acquistate, le lasagne appena uscite dal forno. Si discute di gossip e di politica, di cucina e di sport, dell’amore e della vita, senza limiti di tempo o spazio. Facebook è un salotto in cui ci si può dilungare, si può perdere tempo, parlando di tutto e soprattutto parlando di sé. Ci si può dire a vicenda mi piace quello che fai e che dici, mi piacciono le tue foto, mi piaci tu. Tante, tante volte. E’ una casa ed è più di una casa: è un tempio. Un tempio a se stessi.

La password di Twitter è la chiave con cui si esce di casa e si scende in una strada affollata. Mentre cammini tanta gente di viene incontro, ti saluta, ti urla frasi di 140 lettere, a volte tutteattaccate, così ce ne stanno di più: in Twitter regnano compattezza e rapidità. Le voci corrono e rimbalzano veloci: ehiguardacosahofatto, guardacosahoscritto, leggi il mio blog, compra il mio libro, vieni nel mio locale, ti invito a casa mia, seguimi! Su Twitter c’è tanto, eppure non c’è niente o quasi: quasi tutto è un rimando all’esterno. Puoi scegliere di seguire qualcuno, ma non è detto che lui ricambierà.

Twitter è una strada molto lunga, passa per Wall Street e per le sedi dei grandi quotidiani, arriva sotto al balcone del Papa a San Pietro, poi riparte per i pub alla moda e le vetrine di lusso. Capita spesso di incrociare un VIP, puoi seguirlo, ma sai che non si girerà a salutarti. Incontrerai scrittori e giornalisti, che faranno di certo discorsi più interessanti di quelli del tuo salotto. Tutti però camminano in fretta, parlano in fretta. Difficilmente si interessano a te. Nessuno ti dice che gli piaci, nessuno ti chiama amico. Su Twitter ci si può sentire come uno studente occhialuto e brufoloso nel corridoio di una nuova scuola, durante l’intervallo.

Per questo forse Facebook ha otto volte il numero di utenti di Twitter: perché per quanto sia divertente e utile fare una passeggiata tra la folla, sentire le ultime notizie, raccogliere idee e tendenze, alla fine viene sempre voglia di tornare a casa. Nel proprio salotto si è padroni assoluti e si sta con gli amici che, almeno così è bello credere, ti ricambiano. All’estero, specie nei paesi anglosassoni, Twitter ha più successo che in Italia. Viene da chiedersi perché.

Forse amiamo il dialogo più della mera informazione e diamo più spazio ai rapporti umani. Forse per il paese natale di Dante e Manzoni 140 caratteri saranno sempre troppo pochi. O forse, più semplicemente, non possiamo fare a meno di raccontarci le vacanze, presentarci la famiglia e mettere in pubblico gli affari nostri, almeno quelli di cui andiamo fieri, oltre ad essere un popolo di irrimediabili “piacioni”.

Credit Immagine: Darwin Bell via photopin cc

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