Digi (Wonder) Women. Il riscatto dell’umiltà e del lavoro collaborativo

Mi ha incuriosito molto la Digiwomen 2017 organizzata da Digitalic, ossia una selezione (rigorosamente 2.0, proveniente dalle segnalazioni dei lettori) delle professioniste più influenti del web italiano. Abbiamo parlato con una di loro…

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Se dico Digital… dico Donna!

Ebbene si, il mondo del marketing e della comunicazione digitale a mio parere è sempre stato dominato dal gentil sesso (almeno dalle mie esperienze lavorative), probabilmente grazie alla sensibilità e alle capacità sociali e comunicative innate.

Anche partendo da questo scenario, mi ha incuriosito molto la Digiwomen 2017 organizzata da Digitalic, ossia una selezione (rigorosamente 2.0, proveniente dalle segnalazioni dei lettori) delle professioniste più influenti del web italiano.

Non abbiamo perso l’occasione, quindi, di fare due chiacchiere con una di queste top digital manager. Non una qualsiasi: Michela Guerra, Regional Head Digital Marketing, Content & Communication di SAS.

Dal Business to Business al Business to People

Uno scambio di battute con Michela Guerra, Regional Head Digital Marketing, Content & Communication di SAS

«Mi sono svegliata, ho aperto Twitter e il mio profilo era zeppo di notifiche!»

Racconta così il suo risveglio Michela Guerra, Regional Head Digital Marketing, Content & Communication di SAS, nel giorno in cui Digitalic ha pubblicato la Digiwomen 2017, l’elenco in ordine alfabetico delle donne italiane più influenti in Italia nel mondo del digitale, della tecnologia e dell’innovazione.

In realtà, continua Michela, «la primissima reazione è stata di stupore, che ho condiviso con la mia famiglia, in particolare con mia figlia, curiosa di capire cosa significasse per me essere parte di questa lista.»

Lunedì 4 settembre è stato un giorno eccezionale non solo per Michela, ma anche per le altre 14 donne italiane di età compresa tra i 24 e i 63 anni e con competenze in settori differenti.

Si tratta di donne che per la loro determinazione, la capacità di comunicare e le qualità di leadership si sono distinte e hanno saputo influenzare le persone intorno a loro. Sono degli esempi a cui guardare per esserne ispirati, sono donne capaci di incidere in maniera significativa nella vita degli altri, attraverso le loro idee, le loro invenzioni, le loro parole e soprattutto il loro esempio.

Profili di donne a cui mettere il follow senza indugi insomma: ingegneri, economiste, avvocati e comunicatrici, ma soprattutto veicolo di messaggi concreti e di valore in un terreno, come quello digitale, in cui confondersi e farsi trasportare da “influencer” meno concreti è più facile che mai.

Pochi giorni prima di questa importante data, si era accesa su Facebook una discussione sul tema della mancanza di figure femminili tra le eccellenze italiane nel mondo del digitale a partire da un post di Alessia Camera, Marketing Strategist italiana che vive Londra, condiviso a sua volta e sostenuto da Paolo Iabichino, Direttore Creativo di Ogilvy&Mather. Lunedì però è arrivato il riscatto!

Grazie alla sua capacità di mixare i linguaggi del B2B con quelli del B2C per arrivare alle Persone (parleremo finalmente di B2P?) Michela è riuscita a ricoprire con notevoli risultati il ruolo di comunicatrice di temi difficili al grande pubblico, facendo del SAS Forum uno degli eventi più seguiti del mondo tecnologico. Risultati che – come lei stessa dichiara – non sarebbero mai stati raggiunti senza il suo team: persone competenti e attente che credono, come lei, nella co-creazione e nella collaborazione tra aree aziendali.

Abbiamo chiesto a Michela, quale consiglio si sentirebbe di dare a sua figlia, per riuscire ad emergere come ha fatto lei.

«Mi faccio questa domanda tutti i giorni. Avere una figlia di otto anni oggi è una grande gioia ma anche una preoccupazione per il periodo storico che stiamo vivendo. C’è un retaggio culturale sulle donne in Italia, nonostante i grandi passi avanti fatti in questi anni, dal punto di vista sociale e lavorativo; ma mi basta guardarmi indietro di qualche anno per essere ottimista.

A mia figlia direi di mantenere alcune caratteristiche, che sono proprie femminili, come l’umiltà del cuore; ma anche che da soli non si va da nessuna parte e di vivere la sua vita, conoscendo il mondo e scrollandosi di dosso quel “non disturbare” tipico della donna degli anni ’70.»

P.S. Sull’articolo di Digitalic è possibile esprimere la propria preferenza per una delle 15 figure femminili. Tu chi voterai?


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