Favole di città: i social media in questa nuova società fatta di chiacchiere da bar

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Il passaparola

Chi lavora da poco nel mondo dei Social Media ha la tendenza a compiere errori che costano cari quando si tratta di investire in pubblicità online. Nulla di nuovo, è qualcosa di cui siamo ben consapevoli. L’ascesa di Facebook, Twitter e YouTube non rende semplice promuovere i propri brand, e farlo non è nemmeno gratis.

Si possono passare ore in attività di following e un-following per aumentare i propri numeri su Twitter e non ottenere nessun risultato, mentre altri possono sprecare fortune targetizzando la pubblicità su Facebook, senza nemmeno sapere cosa stanno facendo. Siamo qui per fare un passo indietro e ricordare come catturare l’attenzione degli esseri umani.

Gli anni bui

Non tanto tempo fa, in un’industria pubblicitaria molto diversa da quella di oggi, i pubblicitari di alto livello si trovavano a fumare una sigaretta dietro l’altra chiusi una piccola stanzetta, sparando a raffica parole ed immagini che avrebbero toccato l’anima del pubblico. In un mondo in cui i social media non esistevano e non era possibile arrivare direttamente al target di utenti, il solo dovere dei pubblicitari era catturare l’immaginazione.

Scusate se ribadisco cose che per alcuni sono banali, ma in un’epoca in cui i nuovi manager del marketing desiderano solo che i propri contenuti si propaghino in maniera virale è facile perdere di vista l’obiettivo. Tutto sommato non siamo poi così lontani dal periodo di cui parlavamo prima.

Creare l’effetto onda

La pubblicità, come qualsiasi trasmissione mediatica, dovrebbe generare quelle che prima abbiamo definito chiacchere davanti alla macchinetta del caffé, cioè dovrebbe far sì che ovunque se ne parli. Non solo qualcosa che le persone desiderano ardentemente condividere, ma qualcosa che scatenerà discussioni e di cui si continuerà a parlare per più di 30 secondi.

Un esempio pratico è l’uomo dell’Old Spice, un aitante ragazzone che recita uno slogan ridicolo che potrebbe essere ripetuto da tutti fino allo sfinimento, tanto nella vita reale quanto nel mondo digitale. Anche la campagna pubblicitaria di Christopher Nolan per il famoso film Il Cavaliere Oscuro fece molto parlare di sé, anche tra persone meno avvezze alla tecnologia.

Cosa c’è dietro il nome?

Le due campagne menzionate sopra, seppur realizzate da affermate agenzie pubblicitarie con grossi budget a disposizione, si distinguevano per una ragione: avevano ben chiara l’identità del brand. Old Spice non sapeva più come disfarsi della vecchia immagine e Chris Nolan aveva legioni di trepidanti fan da soddisfare dopo averli abituati agli alti standard di Batman Begins. Dobbiamo quindi sempre pensare ai consumatori finali e nello specifico capire cosa li ispirerà, e come il proprio brand può dare origine a tale ispirazione.

Nella pratica

E’ certamente facile buttare benzina sul fuoco, ma come possiamo tradurre tutto questo nella vita reale? Innanzitutto, identificate ciò che nel vostro brand ispira voi, cosa ispira i vostri impiegati e gli attuali consumatori. Scegliete quindi il giusto mezzo di comunicazione; vi serve veramente un video, o può funzionare anche una semplice immagine?

Fate girare qualche idea in ufficio, o in chat private prima di metterla in pratica e se colpite nel segno, lo capirete immediatamente. La cosa più importante è che se vi imbattete in una miniera d’oro non sprechiate l’occasione! Accertatevi che tutte le strade conducano al vostro sito web. E quando al bar le chiacchere riguarderanno voi, saprete chi ringraziare.

 

Questo articolo è stato scritto da Barry Cooke. Barry è uno stimato consulente in materia di SEO ed usabilità. Lavora nel settore ricerca e social media da oltre 15 anni in diversi campi (viaggi, finanzia, incontri).
Questo è il suo profilo Gravatar: https://en.gravatar.com/barrycooke

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