L’università sul web parla italiano: intervista a Riccardo Ocleppo

Oggi pubblico una chiaccherata che ho avuto il piacere di fare con Riccardo Ocleppo, fresco vincitore del premio Next Generation Award 2014, fondatore di DocSity e Doc4Sale (1 milione di iscritti in Italia, 450mila documenti condivisi), riferimenti per chi cerca o offre risorse utili allo studio/lavoro.

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Oggi pubblico una chiaccherata che ho avuto il piacere di fare con Riccardo Ocleppo, fresco vincitore del premio Next Generation Award 2014, fondatore di DocSity e Doc4Sale (1 milione di iscritti in Italia, 450mila documenti condivisi), riferimenti per chi cerca o offre risorse utili allo studio/lavoro.

Ho tentato di comprendere come Riccardo “ce l’abbia fatta” e su cosa ci aspetta in futuro da 2 piattaforme così importanti e note per quanto riguarda la condivisione online di informazione di qualità. Ciò che ne ricavo, in linea generale:

  • ancora una volta, centralità dei contenuti di qualità online: chi riesce a produrre contenuti di qualità ha visibilità e può guadagnare con internet.
  • La naturale prosecuzione di un servizio dedicato agli universitari è chiaramente il mondo del lavoro. Qui la platea di persone interessate a contenuti di grande qualità su argomenti specifici è ancora maggiore (e ha superiore capacità di spesa rispetto agli studenti).
  • L’università italiana vive un periodo non semplice (solo un anno fa, ecco qualche numero); ancora di più sono in crisi tutte quelle persone che scelgono l’università per (apparente) mancanza di alternative. L’orientamento scolastico/professionale, la scoperta delle proprie passioni, l’introspezione sono faccende che la gente non conosce o guarda con diffidenza. Eppure sono fondamentali.
  • Anche in piattaforme web in cui l’informazione è dominante, la componente ludica, relazionale, di divertimento trova prima o poi il suo spazio.

8 domande a Riccardo Ocleppo

> Chi è Riccardo Ocleppo e da dove nasce la tua idea? Cosa rappresenta per te aver ricevuto il premio Next Generation Award 2014?

Riccardo Ocleppo ha 29 anni ed è un ingegnere elettronico di Torino. L’idea nasce dall’esigenza che io stesso ho sentito durante il mio percorso universitario, avere cioè una piattaforma di riferimento sui cui scambiare e trovare informazioni utili per lo studio . Il premio ha rappresentato una grande opportunità di presentare la mia azienda ad un pubblico internazionale e questo è estremamente importante dato che è proprio all’estero che stiamo crescendo maggiormente: delle 2.5 milioni di visite mensili, infatti, il 60% proviene dall’estero).

> Ci puoi descrivere brevemente DocSity e Doc4Sale?

Docsity è un sito didattico peer-to-peer su cui gli studenti si scambiano e utilizzano risorse utili per lo studio: appunti, video domande. L’intero funzionamento è reso più divertente e coinvolgente da un’evoluta funzionalità social e da un approccio adaptive capace di “dialogare” in maniera perfetta con tutti i device, dal Desktop al mobile.
Doc4Sale invece è, a tutti gli effetti, la prima versione digitale del mercatino degli appunti! Essenzialmente, un marketplace su cui chiunque può vendere i propri contenuti accademici di qualità (appunti, tesine, ecc.).

> Come hai fatto a diffondere la piattaforma all’estero? Perché puntare oltre confine?

Abbiamo puntato molto sulla parte “tecnologica”, per avere contenuti indicizzati e grande visibilità sui motori di ricerca. E’ servito molto tempo, costanza. Oltre a ciò, fondamentale è stata una strategia fortemente orientata anche al mondo dei Social Media.

Perché l’estero? Per il semplice fatto che in Europa ovviamente il numero di studenti aumenta notevolmente, ma le esigenze degli studenti sono tali ovunque.

> Come si potrebbero evolvere questi progetti in futuro? Altri cantieri in programma?

Il focus principale è sulla crescita in termini di utenti (in italia, ma soprattutto all’estero). E sul miglioramento della piattaforma per renderla sempre più coinvolgente. In particolare, vogliamo puntare molto non solo sulle informazioni che si possono trovare online ma anche su contenuti divertenti e sul dare agli studenti stessi delle possibilità di guadagno tramite il loro studio.

> Dove vuoi arrivare tu, personalmente? Cosa ti motiva?

Vorrei portare Docsity ad essere la piattaforma di riferimento a livello internazionale per i contenuti universitari online. La cosa che più mi piace, che mi motiva, è quella di creare un servizio utile e di soddisfare un bisogno concreto e così diffuso.

> Che carattere e quali skill servono per fare un percorso come il tuo? Chi/cosa ti ha aiutato?

Più che skill serve innanzitutto molta passione e tenacia. Le difficoltà sono all’ordine del giorno e farsi scoraggiare è un attimo! Poi occorre “sapersi sporcare le mani” facendo in prima persona il lavoro che va fatto, senza credere che qualcun’altro lo potrà fare al posto tuo. Sono partito da solo, con poche migliaia di euro per la prima versione: l’obiettivo era quello di validare il modello. Una volta verificato che c’erano margini di successo, abbiamo ottenuto qualche finanziamento esterno.

> Cosa consiglieresti a tutti quegli studenti appena usciti dall’università (o anche ai lavoratori precari) dal punto di vista professionale?

Cercate di capire qual è la vostra passione e fate di tutto per inseguirla. Come capire qual è la vostra passione? E’ sicuramente una cosa difficile…Spesso gli studenti scelgono l’università perché non vedono alternative o per compiacere la famiglia. Queste scelte non veramente sentite complicano i percorsi personali di ciascun individuo: invece è indispensabile essere chiari e trasparenti con se stessi.

> Cos’è il mondo Digital oggi e come si evolverà in futuro, secondo te? E dal punto di vista della formazione online?

Oggi il mondo digital è un ecosistema legato, incasinato (tanti canali) e ridondante di informazione. Credo assisteremo a un consolidamento delle fonti di informazione e alla nascita/conferma di tanti canali più specializzati, nei prossimi anni. In particolare, penso si svilupperanno diversi “Social verticali” su tematiche davvero specifiche, di nicchia, che i grandi player non vogliono presidiare perché interessati ad altro. Ecco, in queste nicchie c’è spazio di manovra e successo.

Grazie Riccardo!


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