Intervista alla Social Manager di Obama – Analytics 2015

E’ passata poco più di una settimana ma ho ancora in circolo l’adrenalina del momento:

ho fatto la mia prima vera intervista ad una donna importante, intelligente e… molto social.

Se siete dei Social Media addicted come me sarete curiosi di sapere di chi si tratta, è del mestiere.

9 – 10 – 11 Novembre, Analytics Conference 2015 – La mia seconda volta nella Capitale…

La location era molto comoda, accogliente e immersa nel verde di Villa Borghese. L’evento, organizzato da SAS, si è svolto per la prima volta in Italia al Parco dei Principi Grand Hotel & SPA.

Arrivata a destinazione la mia preoccupazione più grande era l’inglese, ebbene sì, l’intervista era in lingua e dall’ultima volta che avevo parlato in inglese con qualcuno era passato un po di tempo, io mi sentivo arrugginita e quindi imbarazzata. Dopo aver fatto colazione e due chiacchere con amici e colleghi presenti, ho scelto di sedermi in prima fila, non volevo farmi sfuggire nemmeno una parola di ciò che si sarebbe detto.

Ho trascorso la giornata ad ascoltare i più grandi esperti a livello mondiale di “dati”, dati in generale, dati da decodificare, dati generati dalle conversazioni, dalle relazioni, dalle comunicazioni, dalle immagini, dalle nostre azione o addirittura dallo spazio.

I dati sono molto importanti, vanno custoditi ed analizzati, saranno la nostra memoria e la vera ricchezza del futuro sia per le aziende che per l’intera umanità. L’analisi dei dati ci sarà utile per trovare delle risposte e delle soluzioni a dei problemi che attualmente non siamo ancora in grado di risolvere. I dati, saranno la base della tecnologia e dell’innovazione futura, in parole povere se trattati con le pinze ci semplificheranno la vita.

Diciamo che io ero molto presa da ciò che sarebbe accaduto da lì a poche ore, mentre tweettavo i concetti più importanti ripassavo le domande per l’intervista che avrei fatto a Rahaf Harfoush,una donna molto molto vicina niente meno che a Barack Obama…

Rahaf Harfoush è una donna molto intelligente, gentile e disponibile, abbiamo chiacchierato per circa 20 minuti. I temi principali che sono emersi rispecchiano un modo di intendere i Social e internet a mio avviso molto diverso rispetto all’Europa, o forse solo anticipatore rispetto all’Europa. Infatti, i 3 temi chiave di Rahaf sono:

  • privacy
  • immediatezza nella fruizione di contenuti (puntuali, inediti, 2.0)
  • potere e pericolo legati ai Social Media
  • in Usa i Social Media sono considerati in maniera decisamente superiore, non sono un giochino, anzi…

Ecco le domande a Rahaf Harfoush

Salve Rahaf, grazie per avermi dedicato il tuo tempo, direi di partire subito con la prima domanda. Secondo te, come saranno i Social Network tra 10 anni?

E’ molto difficile fare una previsione, diciamo che con questa risposta potrei sbagliarmi con una probabilità del 50%! In futuro l’attenzione delle aziende sarà sempre più rivolta alla privacy e al rispetto di essa. Ci sono tante piccole aziende, come il social Ello, che a differenza di Facebook, puntano al rispetto dei dati degli utenti offrendo della alternative. Se si pubblica una foto su Facebook, l’algoritmo è in grado di riconosce i volti delle persone presenti nell’immagine. Esistono, persino delle fotocamere di ultima generazione che permettono di oscurare i volti per prevenirne il riconoscimento automatico. Per esempio, ci sono molti utenti che forniscono delle informazioni fasulle (età, sesso, città di provenienza) per evitare di comunicare i propri dati alla rete. I social sono longevi, io sono iscritta a Facebook dal 2005 e sono contenta di averlo utilizzato con cautela, non come i teenager di oggi. Gli utenti del prossimo futuro, faranno delle scelte più consapevoli e intelligenti preferendo i social che avranno un occhio di riguardo sul rispetto della propria privacy.

Quali altri social, a parte Facebook e Twitter, vengono utilizzati per comunicare?

Abbiamo Ask FM, molto in voga tra i 15enni: credo sia una piattaforma un po’ pericolosa, vengono fatte tantissime domande e date delle risposte, diciamo che per la quantità di domande ricevute potresti diventare una celebrità non reale. Poi c’è Snapchat, che non ho e per questo mi sento vecchia. Da quando Facebook ha acquistato Whatsapp ho smesso di usarlo e sono passata a Telegram e Viber. Trovo, invece, molto interessante Periscope, perché è un’idea nuova un “istant life streaming”.

Credi che Periscope possa crescere?

Penso di sì, soprattutto per le breaking news. Immaginate se mi trovassi in macchina e davanti a me capitasse un incidente, potrei fare un servizio in diretta di ciò che è appena successo, è uno strumento potente perché la gente è curiosa e vuole sapere tutto e subito.

Sei entrata a far parte del Social Media Team di Obama grazie ad una tua passione politica?

No, non sono una politica, diciamo che è stata una casualità. Nel 2008 ero molto interessata a questi nuovi modi di comunicare; è tutto nato da un’intervista che dovevo fare a Chris Huges, co-founder di Facebook, e allora anche Social Media Manager di Obama. Dopo uno scambio di e-mail e alcune telefonate abbiamo stretto un rapporto d’amicizia, incuriosita ho chiesto a Chris se fosse stato possibile fare un giro negli uffici per vedere in che modo funzionava il suo mondo. Lui mi rispose di sì ed aggiunse “se verrai qui non andrai mai più via”. In 48 ore mi sono trasferita con la mia auto da Toronto a Chicago, ho trovato un appartamento ed è da qui che è iniziata la mia avventura.

Per la precisione, Rahaf Harfoush è Strategist e Digital Anthropologist e membro nel 2008 del Social Media Team di Obama.

Se volete sapere di più su di lei e sul suo approccio alla professione online, potete leggervi il suo ultimo libro dal titolo: “The decoded company: Know your talent better than you know your customers”.


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