Wi-fi e negozi: quando il retail fa innovazione

[dropcaps]N[/dropcaps]el retail è sempre forte la ricerca verso nuovi stimoli e modalità per aumentare il livello di servizio al cliente. Alto livello di servizio significa esperienza d’acquisto migliorata per i clienti in negozio, maggiori possibilità di fidelizzazione e percezione di qualità (a cui corrispondono prezzi e conseguentemente marginalità più elevate).

Le odierne modalità comunicative, com’è assodato, permettono al cliente di comunicare verso l’esterno live nel negozio ma danno anche la possibilità ai brand di interagire – sempre in tempo reale – con i propri clienti, per studiarne i comportamenti e parlare loro durante l’esperienza di acquisto. Quest’ultima finalità è per il retail molto importante e può essere attivata dai vari retailer (anche) grazie a due strumenti interessanti, che sfruttano i sistemi wi-fi come Bluemoz e il tracciamento del wi-fi degli smartphone. Niente Wi-fi? No problem: Pathflow usa un’altra via…

Bluemoz Hotspot

Bluemoz è un sistema (italiano) che, tra le varie cose, consente di creare un accesso wi-fi utilizzabile dai clienti gratuitamente con il Facebook Connect. Cosa guadagna il retailer? Il retailer…

  • guadagna automaticamente un “mi piace” sulla propria pagina Fan Facebook —> Fan Database
  • pubblica sulla profilo del cliente la preferenza per il tal negozio —> Viralità
  • comunica automaticamente sullo smartphone del cliente la presenza di eventuali coupon sconto e promozioni —> Supporto alle vendite

Sicuramente uno strumento da indagare: ce ne sono tanti di questo tipo (un altro: wiMAN, con tanto di report sugli utenti che si loggano nel vostro negozio). Cercate e scegliete il vostro preferito.

Il caso Nordstrom: sfruttare i big data e “tracciare” gli smartphone

Ancora più interessante e di frontiera è il caso Nordstrom: la grande catena di fashion retail americana ha tracciato i movimenti dei propri clienti grazie al wi-fi degli smartphone dei clienti. I vantaggi sono tanti: permette di capire le zone “calde” dello store e di comprendere meglio i processi di acquisto, oltre a essere un buono strumento per la sicurezza.

Ovviamente, negli USA la faccenda non è affatto piaciuta (uno fra tanti: articolo del New York Times). Mille polemiche ed esperimento sospeso. Non solo Nordstrom ha intrapreso questa strada: tra i vari, anche Cabela’s o la “nostra” Benetton.

Niente wi-fi: Pathflow

Si può seguire un’altra via per arrivare al medesimo obiettivo. Un esempio è rappresentato dall’italianissima startup Pathflow (incubata in H-Farm) che, grazie all’uso di telecamere, studia i clienti in quanto soggetti che operano una serie di azioni consequenziali all’interno del negozio.

Incrociando i dati del sistema con i dati delle vendite, Pathflow si candida come potente e raffinato strumento per il retail marketing.

Conoscete altri sistemi innovativi a disposizione dei retailer?

Credit Immagine: suttonhoo via photopin cc

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3 Comments

  • Ciao Luca, articolo molto interessante. Noi stiamo cercando di realizzare un cosa un po’ meno “complessa” ed alla portata anche dei retailer più piccoli.
    Abbiamo sviluppato un app per richiedere e ottenere consigli immediati mentre si fa shopping nei negozi, condividendo foto del prodotto e taggando il negozio dove ci si trova.
    Ora stiamo cercando di coinvolgere negozi fisici a pubblicare sull’app pubblicità native sotto forma di sconti flash (l’idea core dell’app è che ogni sondaggio o pubblicità che viene pubblicata dura solo 9 minuti). Abbiamo anche la possibilità di targettizare le ads per location e interessi degli utenti.
    La cosa favorevole per i negozi è che per iniziare a pubblicare i loro sconti non devono fare alcun investimento iniziale.
    Ciao

    • Ciao Marco, idea interessante: un vero e proprio social shopping! Domanda per te: perché proprio 9 minuti? L’iniziativa piace ai negozianti?

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