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WhatsApp per punti vendita e e-commerce: il canale che i clienti aprono davvero
Quanti messaggi promozionali vengono davvero letti? Un volantino cartaceo finisce spesso nel cestino; una mail rischia di perdersi tra decine (centinaia?) di altre. Ci sono tuttavia dei canali ancora poco considerati. Ad esempio WhatsApp Business.
WhatsApp in chiave business si fa notare subito per alcune metriche decisamente inusuali, rispetto alle medie dei canali classici del web: i tassi di apertura dei messaggi con WhatsApp superano spesso il 90% e, in Italia, circa l’89% degli utenti online usa l’app ogni mese. Per fare un parallelismo naturale, non c’è partita rispetto all’email marketing (che comunque non va scartato).
WhatsApp è, di fatto, il canale di messaggistica più diffuso nel Paese.
In uno scenario in cui fonti di visite e conversioni “forti” come l’organico cominciano a presentare qualche problema di efficacia a causa dell’impatto di LLM e Ai in generale, è bene prestare attenzione anche a vie alternative.
Perché WhatsApp Business funziona bene per retail e e-commerce
Dopo anni di esperienza nel marketing digitale (anche, ma non solo) per le strutture mediche ed Nel commercio, il rapporto con il cliente si costruisce sulla frequenza e sulla fiducia.
WhatsApp permette una comunicazione diretta, uno-a-uno o verso liste segmentate, preferibilmente.
Rafforza la fidelizzazione, alza la frequenza d’acquisto e riduce la dipendenza dai mezzi più tradizionali (in primis dal volantino cartaceo, con un risparmio concreto su stampa e distribuzione).
A questo punto è lecito chiedersi: non è invasivo? No, se è fatto correttamente. La base di tutto è un consenso chiaro e documentabile: si scrive solo a chi ha scelto di essere contattato e allargando la base dei destinatari in maniera graduale, prediligendo in una fase iniziale i clienti recenti.
È uno strumento molto affilato per comunicazioni di servizio, messaggi transazionali, comunicazioni promozionali, organizzazione appuntamenti, lead nurturing… Mira alla conversione finale ed è tanto più efficace quanto è migliore e curata la segmentazione del database utenti.
Due esempi concreti nel mondo e-commerce e servizi
Scendiamo nel pratico e vediamo due casi di studio reali.
1. Azienda con punti vendita retail e e-commerce, con database ampio; utenza sensibile alla leva promozionale e tipologia di prodotto adatta per acquisti di impulso e ripetuti nel tempo.
Alla prova dei fatti, WhatsApp può avere una forza dirompente per valorizzare i database utente e “riattivare” ripetutamente i clienti già acquisiti tramite e-commerce. Come si vede dall’immagine seguente, i numeri tratti da Google Analytics parlano chiaro: WhatsApp diventa il terzo canale di vendite per importanza, superando addirittura il traffico organico, tipicamente portatore di traffico di qualità, con alto tasso di conversione.

2. Non solo e-commerce e retail, però: la versatilità di WhatsApp Business si applica ai più svariati settori.
Abbiamo automatizzato il primo contatto con i nuovi lead di un’azienda di servizi. Il flusso creato – visto da fuori – è piuttosto semplice: l’utente (che proviene da vari canali) lascia i propri dati, riceve subito un messaggio di benvenuto tramite WhatsApp, sceglie con un tap il punto vendita di interesse e indica giorno e ora per l’appuntamento, il tutto senza intervento manuale.
Il risultato: più risposte rispetto alla telefonata gestita direttamente dallo staff, un’agenda che si riempie e operatori liberi di concentrarsi sulla vendita.
Inoltre, ci sono infinite possibilità di connessioni ad agende digitali, CRM esterni, gestionali, tool e strumenti di marketing automation in generale.
Nell’e-book che abbiamo creato e reso disponibile gratuitamente, vedrai anche alcuni esempi di scambi reali su WhatsApp tra azienda e utenti.
La domanda che nasce spontanea, ora sarà “ok ma quanto costa?”
I costi variano in base alle dimensioni del database e del numero di comunicazioni lanciate.
Tuttavia, per volumi contenuti (es. sotto i 100 contatti al mese) è possibile testare con strumenti gratuiti e una spesa quasi nulla, scalando verso soluzioni più strutturate solo quando i risultati lo giustificano. Nel paper, che puoi scaricare gratuitamente, indichiamo qualche riferimento concreto relativo ai costi di invio, che è la base di partenza per comprendere l’impatto economico di una strategia di questo tipo.
Scarica il paper gratuito per approfondire le potenzialità del WhatsApp Marketing: potrai leggere altri casi di studio dettagliati e visualizzare l’infografica che abbiamo realizzato su questo affascinante tema.
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Buona lettura.
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WhatsApp per punti vendita e e-commerce: il canale che i clienti aprono davvero
Quali risultati si possono ottenere applicando una strategia di WhatsApp Marketing nel retail.
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