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C’è un momento preciso in cui si smette di essere semplici “utenti” di Instagram e si diventa, a tutti gli effetti, dei creator.
Quel momento è quando si hanno 100.000 follower? O 1 milione di follower? No, niente di tutto questo: quel momento è semplicemente quando si pubblica il primo contenuto con l’intenzione, anche vaga, di comunicare qualcosa a qualcuno.
Che tu sia un privato che condivide la propria passione per la cucina, un libero professionista che vuole costruire la propria autorevolezza online, un’azienda che vuole far conoscere i propri prodotti/servizi o un influencer con centinaia di migliaia di follower: sei un creator. E come tale, sei soggetto alle stesse regole di visibilità che la piattaforma applica a tutti.
Questa consapevolezza è il primo passo per capire perché certi account crescono e altri sembrano invisibili, nonostante pubblicazioni frequenti e contenuti apparentemente curati.
La risposta, nella maggior parte dei casi, sta in una sola parola: originalità.
L’articolo di oggi riguarda proprio questo e si rivolge soprattutto a chi gestisce account Instagram aziendali il cui obiettivo, dichiarato o sottinteso che sia, è quello di ampliare la propria platea di “ascoltatori”, di raggiungere i propri target utente ideali, cioè nuovi clienti o clienti già acquisiti, all’interno di un mare ricco di concorrenti che sgomitano per la visibilità.
Perché proprio a loro? Beh perché il singolo utente potrebbe non essere interessato a scalare l’algoritmo Social, mentre l’influencer ha probabilmente già capito come funziona il giochino.
Sommario
Instagram ha cambiato le regole del gioco (e lo dice chiaramente)
Instagram ha aggiornato le proprie linee guida sui contenuti originali — le cosiddette Original Content Guidelines — estendendo alle foto e ai caroselli le stesse protezioni già introdotte per i Reel.
Il messaggio è inequivocabile: gli account che si limitano a ricondividere i contenuti altrui senza apportare un contributo creativo significativo non saranno più idonei alle raccomandazioni su Instagram.
Questo è un cambiamento strutturale, non una semplice modifica estetica all’algoritmo. Instagram sta dichiarando apertamente da che parte sta: dalla parte di chi crea, non di chi copia o di chi semplicemente rilancia.
Per chi gestisce un account – personale o aziendale – comprendere questa distinzione è oggi fondamentale per non perdere visibilità organica.
Cosa si intende per “contenuto originale” secondo Instagram
Instagram definisce contenuto originale tutto ciò che hai creato interamente tu o che riflette la tua prospettiva unica. Rientrano in questa categoria tre macro-tipologie:
Cosa conta come modifica “sostanziale”? Alcuni esempi concreti
Instagram riconosce che definire una modifica come “materiale” non è sempre immediato, soprattutto per chi costruisce contenuti partendo da materiale altrui.
Per questo motivo ha fornito esempi chiari di ciò che è considerato sufficiente:
✅ Testo sovrapposto che va oltre la semplice descrizione, e che porta un valore unico in termini di intrattenimento o contenuto educativo. Non si tratta di scrivere “guarda questa scena assurda” sopra un video, ma di aggiungere un’analisi, un’opinione, un’informazione che trasformi il senso del contenuto.
✅ Didascalie pertinenti che includono informazioni nuove e significative. Una caption che contestualizza, approfondisce, informa o racconta qualcosa che il contenuto da solo non trasmette. Magari anche con punti di vista personali, collegamenti, riflessioni sul contenuto condiviso.
✅ Narrazione creativa, editing o grafica che potenzia il valore del contenuto e va oltre una semplice reazione superficiale. Questo include voiceover originali, montaggi creativi, effetti grafici pensati, commenti editoriali strutturati.
In tutto ciò, come ci poniamo di fronte ai contenuti generati con intelligenza artificiale? Beh sono considerabili come contenuti inediti e innovativi a tutti gli effetti.
Naturalmente la differenza la fa cosa diciamo con questi contenuti generati artificialmente: sono o non sono interessanti, divulgativi, intrattenitivi per il pubblico? Questo aspetto rimane centrale sempre, che siano pezzi di contenuto Ai o meno.
Cosa invece NON è sufficiente: gli errori più comuni
Altrettanto importante è sapere cosa non basta per qualificarsi come contenuto originale. Instagram ha elencato esplicitamente le pratiche che non sono considerate un contributo creativo sufficiente:
❌ Didascalie puramente descrittive, irrilevanti o che aggiungono un valore minimo. Scrivere “che bello questo posto” sotto la foto di un tramonto altrui non costituisce evidentemente un contributo creativo.
❌ Testo sovrapposto che si limita a descrivere quello che sta accadendo nel video. Se il testo non aggiunge nulla rispetto a ciò che già si vede, non conta.
❌ Bordi, filigrane o semplice menzione del creator originale. Aggiungere il propria logo o il tag all’autore non trasforma il contenuto in originale.
❌ Sottotitoli o trascrizioni nella stessa lingua dell’audio. Una trascrizione automatica di ciò che viene detto non è un contributo creativo.
❌ Sticker, GIF o altri elementi visivi a basso sforzo. Aggiungere un’emoji animata o un adesivo non costituisce un’elaborazione significativa.
Il test dell’originalità: una domanda sola, molto efficace
Instagram propone un test pratico e immediato per chi non è sicuro di stare facendo abbastanza:
È una domanda che vale la pena di tenere sempre a mente prima di pubblicare. Se la risposta è “sì, il contenuto resterebbe identico”, è il segnale che il proprio contributo non è ancora sufficiente a renderlo originale agli occhi dell’algoritmo.
Questo test si applica in modo trasversale: vale per i Reel con clip virali, per i caroselli informativi costruiti con screenshot altrui, per le foto ri-postate con una didascalia minima.
E, secondo la nostra esperienza, vale ancora più trasversalmente per qualunque canale di comunicazione: altri profili Social (TikTok, LinkedIn, Facebook, etc), ma anche per una newsletter, per una comunicazione alla propria base clienti tramite messaggistica (es. WhatsApp), per il piano editoriale di un blog.
Consigli pratici per chi usa contenuti di terze parti
Se il tuo approccio editoriale si basa su content curation di notizie prelevate dal web o prevede regolarmente l’utilizzo di materiale altrui – e per molte categorie di account questo è del tutto legittimo – Instagram ha definito alcune buone pratiche per restare all’interno delle linee guida:
Per verificare lo status del tuo account, clicca su Altro nel menù a sinistra (in fondo) >> poi vai su Impostazioni >> infine scorri in fondo alla lunga lista di voci e clicca su Status dell’account. Ti apparirà una sezione come questa che alleghiamo tratta dal nostro account Instagram (e seguici!), dove puoi approfondire eventuali problemi. Se vedi 3 spunte verdi come in questo caso, allora tutto ok!
Perché tutto questo è importante per la tua strategia di comunicazione social
Questi aggiornamenti non sono semplici tecnicismi da addetti ai lavori; sono invece il riflesso di una direzione precisa che la piattaforma ha scelto, e che impatta concretamente sulla visibilità di ogni account, grande o piccolo, personale o aziendale.
Era forse un’azione doverosa, sia per limitare la scarsa qualità che imperversa sui social, sia per filtrare meglio l’enorme massa di contenuti pubblicati ogni minuto sulla piattaforma (serve trovare necessariamente dei criteri per stabilire chi debba attingere a maggiore visibilità, per sua natura una risorsa limitata).
Per brand, professionisti e creator, questo si traduce in una sola indicazione strategica su Instagram: investire sull’autenticità, non come tendenza del momento, ma come leva strutturale di crescita organica.
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