4 aspetti che devi conoscere se gestisci una pagina Facebook

La portata dei post su Facebook, ormai lo sappiamo, è un lontano ricordo per molti. La portata – o reach – misura, di fatto, quanto i vostri contenuti vengono mostrati ai fan, dato che non tutti i fan vedono immediatamente i vostri aggiornamenti (anzi solo una piccola parte, anche sotto al 4%).

Facendo diversi esperimenti in alcune pagine fan che gestisco, mi ritrovo a dover spostare sempre più il piano editoriale verso contenuti non così informativi: sempre meno link di approfondimento ad un settore, sempre più immagini divertenti, video “virali”, battute e citazioni. Questo approccio paga: sempre più like e condivisioni. L’interesse così manifestato si trasmette in seguito anche ai link più seri (sempre centellinati).

Questo perché i link non attirano – per lo più – la sempre più scarsa attenzione degli utenti, abbassando ulteriormente la portata media dei post. Ad insistere, si rischia di entrare in un vortice di disinteresse e bassa portata che farà sparire la pagina fan Facebook dai radar di chi ha messo mi piace. Insomma, gli utenti navigano all’interno di Facebook con una grande ricettività al divertimento puro, a contenuti facili, veloci e non impegnativi.

Qual è l’obiettivo di Facebook?

L’intento di Facebook, d’altra parte, è chiaro: tenere il più possibile gli utenti al suo interno, così da esporli per maggiore tempo agli annunci a pagamento (prima o poi si clicca). A conferma di ciò, ecco una notizia di pochi giorni fa apparsa sulla newsroom di Facebook, ripresa poi da TechCrunch: potremmo regolare la visibilità degli aggiornamenti di amici, pagine fan, gruppi, etc senza necessariamente togliere l’amicizia o il like.

Come vedrete nel video seguente, tale azione potrà essere fatta direttamente dal “post incriminato” (senza necessariamente entrare nelle impostazioni della Newsfeed), con il risultato che gli utenti avranno un bottone veramente a portata di mouse (o di tap): in un attimo, istintivamente, la vostra pagina fan sparirà dai suoi radar. Prima considerazione: bisogna conoscere sempre più i gusti dei fan di una pagina.

Di fronte a questo scenario ostile (si fa per dire), cosa deve fare chi gestisce una pagina fan Facebook? Probabilmente deve adeguarsi allo scollamento tra l’alta qualità dei contenuti da mantenere sul sito VS la mediamente bassa qualità dei contenuti del piano editoriale su Facebook.

Il passo da fare, quindi, è di ragionare in ottica “multicanale social” (secondo aspetto):

  • i link più informativi (ed esterni) vanno principalmente su Twitter, Google Plus e LinkedIn;
  • su Facebook meglio preferire immagini, citazioni, video, grafiche ed infografiche, con una selezione ristretta dei link più interessanti ed attraenti, con titoli efficaci (ma attenti al click baiting): l’alta reach raggiunta con le immagini tornerà utile nel dare più visibilità ai link che seguiranno.

Interessanti anche le considerazioni di Jonloomer e ConvinceandConvert relativamente alla reach di post multi-immagine (terzo aspetto) possibilmente di dimensioni uguali: anche fino ad un +280% di visibilità sui fan e uno spropositato +800% – +1300% abbondante sui click. Dati numerici da verificare, ma vale la pena fare dei tentativi: i ragionamenti fatti nei post che segnalo di seguito sono ammissibili.

Tutto ciò, non casualmente, incontra i favori di Facebook, che migliora l’esperienza utente nel caricamento multiplo di immagini anche da mobile.

Fonti:
http://www.convinceandconvert.com/social-media-tools/multiple-photo-posts-increased-clicks-1290-facebook-case-study/
http://www.jonloomer.com/2014/01/19/multiple-image-facebook-post-reach/

A proposito di video su Facebook…

A proposito dei video: ormai manca poco (un mese) alla fase di testing dei Facebook Video Ads, con cui Facebook tira un’altra spallata a YouTube. Facebook punta forte sui video; per questo i Social Media Manager dovrebbero fare altrettanto: i video caricati direttamente su Facebook hanno un’esposizione molto forte verso i fan, incuriosiscono e – salvo indicazioni contrarie dell’utente – si avviano automaticamente allo scroll, diventando un’esca appetitosa per la curiosità delle persone.

La connettività in movimento sempre più efficente e a prezzi popolari rende poi accessibile la fruizione di video da smartphone e tablet, in mobilità.

A supporto di ciò, come sempre, ecco i numeri:

+ 600%

di tempo speso navigando da mobile negli ultimi 4 anni (in UK, ma è un buon benchmark generale)


+ 500%

di fruzione di video tramite dispositivi mobile negli ultimi 2 anni, globalmente (non mi è chiaro se globalmente in UK o nel mondo)


25%

di tutti i contenuti web visualizzati nel 2013 sono rappresentati da video (più che raddoppiato rispetto all’anno precedente)


> 50%

di crescita nella visualizzazione di video su Facebook da maggio a luglio 2014 (in soli 3 mesi)


65%

di circa un miliardo di contenuti video visti su Facebook ogni giorno avviene via mobile (da giugno 2014)


Insomma: video + mobile is the way, se non fosse chiaro (quarta considerazione). I video quindi dovranno essere corti, snelli… social!

For marketers, digital video, particularly on mobile, is becoming more important as well.

– Fidji Simo – Product Management Director in Facebook –

Fonti:
https://www.facebook.com/business/news/McDonalds-video-case-study
https://www.facebook.com/business/news/What-the-Growth-of-Video-on-Facebook-Means-for-Businesses-UK
Ooyala Global Video Index Report – Q1 2014

I numeri dicono che è bene preferire un certo tipo di contenuti; le scelte strategiche di Facebook confermano queste ipotesi: la definizione di un piano editoriale Social efficace diventa sempre più complicata, poiché ogni media sceglie strade specifiche e sfavorisce coloro i quali non considerano tali specificità.

Chi pensa ancora che il lavoro del Social Media Specialist sia facile?

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