Settore retail: 2 vie per fronteggiare la crisi

La crisi colpisce da anni abbastanza indisturbata, affliggendo non poco il settore retail. Ma cosa deve fare il disperato mondo retail per ripartire ? Le vie per uscire dalla crisi passano attraverso il web… Vediamole!

Sostienimi! :)

La crisi colpisce da anni abbastanza indisturbata, affliggendo non poco il settore retail.

Un articolo di un anno fa apparso su uno dei blog de Linkiesta mostra una situazione che è in tutto e per tutto analoga a quella di quest’anno (e degli anni a partire dal 2008, salvo eccezioni).

Ma cosa deve fare il disperato mondo retail tradizionale per ripartire ? Le vie per uscire dalla crisi passano attraverso il web.

 

Marketing Relazionale

Ossigeno puro per il retail è la fidelizzazione del cliente, anche se con il passare degli anni sembra essere qualcosa di liquido ed inafferrabile, soprattutto se mirata attraverso le solite azioni come raccolte punti, concorsoni, premi e premietti. A detta degli stessi retailer (ben il 68% degli intervistati in un’indagine di Confimprese), i programmi fidelity ad oggi sono pressapoco fallimentari, con database che giacciono inutilizzati.

In Italia in particolar modo, strumenti come raccolte punti e concorsi funzionano sempre, attirano certo, ma non fidelizzano affatto. Dalla fidelizzazione si è passati quindi – almeno a livello teorico – a un più chiccoso “loyalty management”.

Fedeli sono coloro cui manca l’occasione di non esserlo.
Alessandro Morandotti, Minime, 1979/80

Quando si parla di loyalty management come via di differenziazione non si parla di buoni benzina o set di pentole da prendere con i bollini ma di approccio generale, che deve stare alla base di ogni scelta dell’azienda.

In sostanza, deve cambiare il modo con cui si costruisce la relazione con il cliente, attraverso una unique selling proposition innovativa, attraverso livelli di servizio ineccepibili e dialogo a due vie, attraverso “esperienze” di consumo, qualità e incomparabilità con altri brand. Si parla dunque di strategia, non di scelta di strumenti senza alcuna strategia alla base (come nel caso, spesso, delle raccolte punti o genericamente delle fidelity card).

Social Media: una via molto battuta

A livello di dialogo, però, le aziende del settore nel 2013 hanno tutte intrapreso la via “Social” con un aumento del 30% nell’utilizzo (promozionale, comunicativo, di brand, per customer care/assistenza) rispetto al 2012. Di pari passo viaggia anche l’e-mail marketing; stabile il mobile marketing. In netto e significativo calo, invece, per cataloghi e volantini.

 

Punti vendita online

Partiamo da alcuni numeri. Nel 2012, secondo alcuni dati di Confimprese relativi ad aziende del mondo retail:

  • Incidenza spese di affitto sul fatturato: + 0,65%.
  • Incidenza costi personale sul fatturato: + 0,50%.
  • Vendite nei centri commerciali: – 3,2% (elettronica di consumo – 7,4%; tempo libero/regali – 5,5%).
  • Metà del margine netto eroso da aumenti e crisi.

Anche solo per i costi legati a location e personale, quindi, molti retailer farebbero bene ad aprire un punto vendita online, che porterebbe secondo MarkUp vantaggi fino a +10 punti rispetto ad un negozio standard tradizionale.

Non solo risparmio, però: si riscontrano anche dati molto confortanti. E’ vero, l’e-commerce in Italia stenta ancora: ma come dicevamo sul recente articolo sull’e-commerce e il mobile, i motivi per sorridere ci sono, dato che ad inizio 2013 gli ordini online in Italia sono saliti del 56%, vendite ed entrate hanno superato quota +140%.

Nuovo approccio Loyalty, dialogo e internet per un settore retail in salute: basterà?

Fonti: MarkUp – Confimprese – Utexas.edu – Ipsos.

More from Luca Crivellaro

Cos’è il Visual Marketing e perché Bank of America è su Pinterest?

L'inarrestabile crescita del Visual Marketing comincia ad essere sfruttata pienamente dalle aziende,...
Read More

2 Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *