Fare E-Commerce è difficile, quasi tutti falliscono… oppure no?

Ascoltando diversi addetti ai lavori sento spesso: “ah, fare e-commerce è difficilissimo, falliscono praticamente tutti”. Che sia vero? O c’è qualcosa su cui poter puntare per avere successo?

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Ascoltando diversi addetti ai lavori, da notai a web marketer, da commercialisti a consulenti per startup, sento spesso:

ah, fare e-commerce è difficilissimo, falliscono praticamente tutti.

Giovanni Cappellotto, super esperto di e-commerce, sottolinea come non ci si debba dimenticare della giovane età dell’e-commerce: dopo 15 anni dall’avvento degli shop online, ci sono nuove funzionalità, maggiore sicurezza ma tendenzialmente i negozi virtuali sono ancora tutti uguali e non riescono a reinterpretare digitalmente l’esperienza che certi negozi fisici – belli, divertenti, emozionanti e coinvolgenti – riescono a far vivere nei clienti, che dunque si intrattengono in punto vendita per più tempo, ci tornano volentieri e spendono.

Al tempo stesso è facile imbattersi in super cifre che sostengono la continua crescita dei numeri e-commerce.

Gli utenti internet al mondo: 2,8 miliardi (38%) – Nel 1995 erano lo 0,6%. – dato 2014 KPCB

Utenti mobile: 5,2 milardi (78%) – Nel 1995 erano l’1% – dato 2014 KPCB

Qualche numero dall’Ecommerce Day di Torino di pochi giorni fa.

Se poi abitate in Sud Corea, allora sarete dei grandissimi spendaccioni, dato che le transazioni nei negozi tradizionali sono state raggiunte dalle transazioni effettuate tramite mobile commerce. In Sud Corea, l’adozione dell’e-commerce via mobile è stata adottata in massa, con grande fiducia: addirittura gli utenti che prediligono fare shopping via mobile sono quelli che più spendono, in media.

Con 9,8 miliardi di dollari di giro d’affari, la Sud Corea è la nazione che vive realmente già in un’ottica retail multicanale.

In sintesi, chi ha ragione? Gli addetti ai lavori più pessimisti o gli innarrestabili numeri? In realtà entrambi.

In fin dei conti, non è l’e-commerce in se’ a decretare il successo di un’iniziativa, bensì innovazione, saper scoprire trend di mercato, conoscenza approfondita dei propri clienti e ascolto di ciò che hanno da dire. Non sono concetti inventati da me, ma una parte di ciò che ha sostenuto Philip Kotler lo scorso 15 maggio a Milano. E se l’ha detto Kotler, mi fiderei…

Un’azienda che vende solo prodotti, ma non ha come obiettivo che il consumatore ne parli con altri, è inutile

– Philip Kotler

In sintesi, meglio un negozio tradizionale che sa essere “nuovo” nei contenuti, che un’iniziativa di business che sfrutta tecniche moderne senza però rivolgersi in maniera innovativa ai consumatori.

Volendo, è semplicemente buon senso. C’è una parte di mondo e-commerce che sa interpretare alla perfezione questi dettami… Oggi, dunque, voglio vedere qualche esempio di idee innovative con strumenti innovativi. Il risultato? Un successo.

The Edit

Come su Tinder è possibile sfogliare immagini alla ricerca di possibili partner, così su The Edit si passa da un prodotto all’altro tramite il gesto dello “swipe”. Il minimalismo estremo, la grande capacità assortimentale (oltre 80mila prodotti di grandi marchi) e soprattutto un sistema di pagamento “one click” rendono particolarmente facile l’acquisto.

Il sistema di pagamento è Bijou, con il quale si pre-caricano i propri dati: così facendo, acquistare diventa veramente una questione di impulso, un attimo. Shopping-maniaci, siete avvisati.

  • Focus su: sistema di pagamento rapido, one click.

L’Image Recognition di Zalando

Il riconoscimento di immagini di Zalando premia“gli amori a prima vista”: basta fotografare un prodotto che vi piace e caricarlo sulla funzionalità presente nell’app di Zalando per trovare lo stesso prodotto o prodotti simili a quello fotografato.

  • Focus su: da desiderio a realtà in maniera visiva e decisamente innovativa; funzione esclusivamente via app.

Red Envelope

Nella Cina tradizionale, una “red envelope” è una busta rossa, finemente decorata, al cui interno si trovano soldi. Tencent, analogamente, ha introdotto la possibilità per gli utenti di vincere coupon e sconti con delle “red envelope” inviate a caso su WeChat [LEGGI perché WeChat non è una semplice app per chattare…], in quantità limitata.

Solo gli utenti più veloci riuscivano ad accaparrarsi i premi limitati, che poi venivano spesi su Tencent. Successo clamoroso e lancio immediato di una funzionalità uguale anche da parte di Alibaba sulla piattaforma Alipay in Weibo.

Numeri da capogiro, come sempre in Cina:

On New Year’s Eve alone, WeChat recorded more than 1 billion red envelope transactions, a 200 percent increase from last year. Thanks to its partnership with CCTV during the popular New Year’s Eve live television broadcast, WeChat sent out 120 million red envelopes during a segment when audience “fought” for the cash gifts.

In the week leading to the New Year, Alipay gave out 430 million red envelopes with total value of 600 million yuan.

Quasi tutti falliscono, dunque? Non proprio, anche se l’e-commerce rischia di essere visto come l’El Dorado, sostenuto da numeri luccicanti che abbagliano ma che nascondono le enormi difficoltà connesse al commercio online.

Se invece riuscite ad essere incredibilmente innovativi, allora forse…

Fonti principali:

http://smartmoney.startupitalia.eu/48979/senza-categoria/dopo-lo-shazam-delle-commerce-di-zalando-ecco-il-tinder-di-the-edit/
http://www.giovannicappellotto.it/18077-il-commercio-del-futuro-non-e-ancora-nato/
http://www.kpcb.com/internet-trends
http://www.mckinsey.com/insights/consumer_and_retail/Learning_from_South_Koreas_mobile
http://www.forbes.com/sites/liyanchen/2015/02/19/red-envelope-war-how-alibaba-and-tencent-fight-over-chinese-new-year/
Credits immagine: http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/7/75/Colourful_shopping_carts.jpg


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