L’enorme e strano mercato delle App in Cina

Una ricerca condotta da Daxue Consulting, realtà specializzata nelle ricerche di mercato in Cina, riporta che due terzi dei download degli App Store globali provengono da App Store cinesi. Ed ecco perché applicazioni come WeChat possono raggiungere 600 milioni di utenti attivi al mese (la cui stragrande maggioranza si trova in Cina).

Il mercato delle applicazioni mobile in Cina continua a crescere e traccia ottime prospettive per il futuro. La veloce diffusione del mobile payment in Cina è favorita dallo scarso utilizzo di carte di credito da parte della popolazione cinese. E ad accelerare la diffusione delle payment application è anche la crescente domanda di consegna a domicilio. Alipay, il servizio di pagamento online di proprietà del colosso cinese Alibaba, ha registrato la crescita più rapida, pur dovendo affrontare la concorrenza con Tenpay, Bestpay e Lakala.

Anche l’utilizzo delle cosiddette educational app riporta un incremento rilevante. Secondo il CNNIC (China Internet Network Information Center), già nel 2013, oltre 200 milioni di utenti mobile cinesi hanno fruito di contenuti e-learning.

La seppur ampia selezione di applicazioni della categoria giochi non sorprende molto. Si trovano per lo più copie popolari di giochi già conosciuti in Occidente, come Angry Birds e Fruit Ninja. Tra le idee più bizzarre che sono emerse però, non si può non citare Didi Da Ren (滴滴打人) tradotto in “Didi Hit People”. Didi Da Ren è l’app mobile che più esemplifica il lato oscuro del detto ormai comune “c’è un’app per tutto!”. Quest’applicazione consente agli utenti di assumere terzi per aggredire fisicamente un’altra persona. Naturalmente, è stata prontamente vietata, ma ha evidenziato la necessità di stabilire un regolamento.

Il governo cinese ha pertanto iniziato l’istituzione di una serie di regole rivolte alle applicazioni di instant messaging (come WeChat) con l’obiettivo di creare un ecosistema digitale più sicuro e “to help build a clean cyberspace”. Anche se, il lato negativo di tutto ciò e dei crescenti controlli potrebbe rivelarsi in un rallentamento del mercato delle applicazioni mobile.

Un’ipotesi che per il momento non sembra avverarsi: gli App Store cinesi rappresentano, infatti, i due terzi dei download degli App Store di tutto il mondo. E in moltissimi cominciano a chiedersi: diventerà imperativo per l’industria globale delle app offrire una versione in lingua cinese? Sì. Se si vuole aumentare notevolmente il bacino d’utenza e il relativo download della propria app. Anche l’introduzione di QR code è un elemento sempre più importante, considerandone il vasto utilizzo in Cina.

La Cina conta la più grande base di abbonati 3G, 1,4 volte superiore a quella degli Stati Uniti. I download con iOS sono in continuo aumento, ma gli utenti Android si aggiudicano ancora la quota maggiore del mercato. Si contano, infatti, più di 200 App Store Android, con Baidu Store tra i più popolari.

Con 1,29 miliardi di utenti mobile cinesi, il dinamico mercato delle app in Cina è davvero enorme e possiede regole tutte sue: chi vuole penetrare il mercato cinese delle app è avvisato.


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