Posizionamento su Google: 3 concetti base da cui partire

Per lavoro mi imbatto ogni settimana in tanti siti web: belli o brutti che siano, hanno in comune il fatto che pubblicano dei contenuti sulle più svariate tematiche.

Un aspetto ovvio, che salta all’occhio in maniera naturale, è il fatto che sono i siti web che hanno mantenuto una costanza di pubblicazione e una “freschezza” nell’aggiornamento dei contenuti scritti ad avere una forte visibilità su Google:

  • con notevoli vantaggi sulla concorrenza che è rimasta più indietro;
  • con impatti diretti lato business (maggiore visibilità, più richieste pervenute dal sito, più visite in negozio, etc);
  • con benefici vari sulle eventuali campagne ppc attive, siano esse su Google Ads, Facebook Ads, LinkedIn Ads, etc…

Sono siti web “in salute”, con testi e argomenti affrontati professionalmente, con qualità e precisione, sui quali è più semplice anche impostare un lavoro che punti al miglioramento del posizionamento del sito su Google, delle campagne pay per click, una strategia di Social Media Marketing o di E-Mail Marketing.

Il motivo?

Senza addentrarci negli aspetti specifici, per il semplice fatto che hanno un’ampia base di conoscenza condivisa con il loro target utente, che incrementano giorno dopo giorno la loro autorevolezza nel settore di riferimento e che la base di contenuti pubblicata nel tempo è come “un banco pieno di farina” da poter lavorare e rilavorare.

Il “blog aziendale” o “area news” che dir si voglia, è lo spazio web più classico di un sito che non nasce come semplice blog personale, ma il cui scopo è proporre beni o servizi di un brand. Ma non esiste solo l’area blog: i contenuti di qualità – anche in forma multimediale – si possono e si devono coltivare lungo tutto il sito web, dalla homepage alla pagina contatti, passando per le FAQ, i glossari o il classico “chi siamo”.

PS: abbiamo parlato anche di:

Content Marketing e Posizionamento su Google: da dove cominciare?

Oggi voglio condividere alcuni “modi di pensare ben rodati” – a mio modesto parere – che riguardano la creazione e l’aggiornamento dei contenuti di un sito web, sempre in ottica di posizionamento Google.

Non sono regole o trucchi particolari: credo siano più degli schemi di pensiero che ti possono mettere sulla giusta strada, anche un po’ a prescindere dalle conoscenze specifiche che si possono avere (o non avere) sulla SEO.

❌ Smetti di pensare alle parole chiave

Per esperienza, meglio evitare di “costruire troppi castelli” legati a parole chiave. Si finisce presto a fare keyword stuffing.
Soprattutto all’inizio del lavoro di preparazione di un contenuto, rischia di essere controproducente creare una gabbia di categorie, tag e parole chiave su cui muoversi.

Meglio partire parlando di ciò che si sa, delle basi del proprio mestiere o della propria attività, sviscerando tutte le tematiche principali e le risposte ai dubbi più frequenti.

Una volta esauriti gli argomenti chiave, emergeranno abbastanza naturalmente dei “percorsi” correlati da seguire, degli insiemi naturali di sotto-argomenti che possono essere accennati o approfonditi, eventualmente anche in altre pagine web.

Naturale evoluzione di questo approccio sarà la scoperta di temi molto rilevanti a cui inizialmente non avevi pensato, che meritano autonomia: possono diventare dei contenuti molto corposi (contenuti “cornerstone”, cioè “angolari”, quindi fondamentali) da cui se ne dipanano idealmente molti altri.

Alcuni contenuti, poi, saranno una sorta di indice da cui far partire ulteriori approfondimenti: questi sono i cosiddetti contenuti “pillar” (pilastro) da cui far scaturire successivamente altri approfondimenti specifici, da trattare a parte (e da linkare nell’articolo pillar principale).

🕵️‍♀️ Osserva come lavorano i migliori

È buona prassi esaminare le pagine principali proposte dai motori di ricerca per una specifica query di ricerca, per carpire tanti elementi preziosi da replicare o migliorare sul tuo sito:

  • quali contenuti vengono premiati: di cosa parlano, che termini usano, quali argomenti correlati affrontano, quali elementi multimediali presentano in pagina (video, podcast, immagini, gallery, tabelle, infografiche, etc..).
  • Come sono organizzati i contenuti nella pagina, anche visivamente.
  • Osservando anche Google Suggest – cioè le ricerche correlate degli utenti rispetto alla ricerca inserita su Google – si possono individuare facilmente altri dubbi cercati dagli utenti su un certo tema. Ciò ti offre subito un grande aiuto nella composizione della scaletta di un macro-argomento.

Se analizzi le pagine di altri siti web che Google propone come migliori risultati in strumenti come SeoZoom o Semrush, scoprirai una serie di valutazioni su argomenti e parole chiave che potranno fornirti uno spunto da cui partire.

Ti ricordo che entrambi gli strumenti citati prevedono alcune funzionalità gratuite, quindi non ci sono scuse!

🗓 Tema organizzativo – Pianificare

Lo scenario classico prevede:

  1. Un grande entusiasmo iniziale nella fase di scrittura e pubblicazione.
  2. Una susseguente pausa nella fase di copy: “abbiamo pubblicato tanto in queste settimane, possiamo un attimo dedicarci ad altro
  3. La pausa si allunga a dismisura…
  4. Lo scatto d’orgoglio: si ricomincia a scrivere, ma magari tramite lo stagista di turno (senza esperienza in fatto di scrittura per il web) la stesura di qualche articolo.
  5. Gli articoli vengono pubblicati in qualche maniera; alcuni articoli vengono dimenticati e accantonati.
  6. Ci si ferma dal pubblicare definitivamente.

In molti casi, poi, si passa direttamente dalla fase 1 alla 6.

Il problema è sempre organizzativo e di pianificazione: l’attività di mantenimento del sito web lungo più fronti (design, sicurezza, contenuti) è una parte veramente centrale della strategia di marketing online che transita per i presidi aziendali, ma il suo grande problema è che – a differenza del pay per click, ad esempio – “è un seminare lungo e doverosamente paziente”, che non produce solitamente frutti nell’immediato.

E ciò porta a declassare in fretta questa preziosa attività, che invece va programmata, affidata non a chi è totalmente a digiuno di questi temi, e valorizzata con investimenti adeguati.

🔤 L’ABC del tuo content marketing (per i più teorici)

Provo a fare un passo indietro ancora: prima ancora di pensare di raccontare le basi del tuo argomento, di fare benchmarking e di pianificare il lavoro dei contenuti editoriali, può essere utile – per i più “mistici” – ragionare sugli aspetti più teorici e valoriali della propria realtà.

Tenere a mente i seguenti concetti, può aiutare a personalizzare meglio i propri contenuti, ciò che si racconta (anche i contenuti sui Social, via newsletter, etc). Non c’è necessariamente una valenza SEO, sia chiaro.

🔎 Prospettiva – per quali motivi un argomento ti sta a cuore? Cosa vuoi raccontare di esso, come e con quali finalità?

Ad esempio, noi vogliamo parlare di digital marketing perché è ciò che facciamo di lavoro, perché ci costringe a rimanere sempre aggiornati e informati. E lo facciamo con un taglio pratico, facilmente applicabile nelle molteplici realtà dei nostri lettori.

💎 Valori e Significati – su quali valori più profondi si fonda la tua attività?

Nel nostro esempio: vogliamo lavorare con persone che stimiamo (mi riferisco ai clienti in primis). Siamo ben felici di perdere clienti che non stimiamo, e di lavorare eventualmente con meno clienti, ma con cui è possibile sviluppare una relazione franca e proficua per entrambi.

📬 Proposta – Quale idea o concetto vuoi vendere? Che tipo di caratteristiche (diverse dai tuoi concorrenti) hanno i tuoi prodotti o servizi?

Nel nostro esempio: proporre un digital marketing molto pragmatico e trasparente.

🌐 Comunità – La tua attività ha un riflesso positivo nella comunità in cui vivi? Sia a livello di collaboratori assunti, ad esempio, sia più genericamente dal punto di vista sociale, ambientale, o di “give back”, cioè di “restituzione”.


Conosci altri momenti o concetti a tuo avviso importanti per cominciare a costruire contenuti per un sito web con il fine di aumentare la visibilità naturale su Google?

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