Più visite al sito con la link building: le regole da conoscere

Seguire e far crescere un progetto web significa lavorare continuamente sull’ottimizzazione dei contenuti pubblicati, sulla struttura e sulla user experience di un sito, sulle “PR” (con altri siti, ma anche nella vita reale) ed infine anche sui link, in uscita dal tuo sito e in ingresso, per una strategia che viene chiamata di “SEO Offpage”.

I link sono “le strade” del web, che consentono a utenti e a Google di esplorare nuovi contenuti, nuove pagine web, nuovo sapere.

I link in ingresso rappresentano un valore importante del digital marketing, perché sono uno dei primi fattori di ranking su Google, pertanto essere linkati (in quantità e in qualità, cioè da siti autorevoli) significa scalare le pagine dei risultati di ricerca e, quindi, conseguire i propri risultati in fatto di notorietà e conversioni, siano esse vendite, richieste di contatto, download, etc…

Ma come ottenere link in ingresso al proprio sito?

Online si legge sempre “pubblica contenuti di qualità e i backlink arriveranno”. Il che potrebbe essere anche vero, ma per destare l’attenzione di altri siti, occorre creare dei contenuti veramente sorprendenti e diversi rispetto a quanto già pubblicato online (tanto, tantissimo su qualunque argomento), e ancora non basta: la fonte deve avere una sua credibilità di partenza, viceversa anche con un contenuto veramente splendido, sarà difficile suscitare attenzioni rilevanti.

Banalmente: se una stessa ricetta innovativa fosse pubblicata da me o da Carlo Cracco, evidentemente le reazioni del pubblico online sarebbero decisamente differenti. Si parla quindi di link earning quando riesci ad accaparrarti naturalmente link, ma si tratta a volte di una chimera, impossibile da programmare metodicamente.

[ 🔎 Dal nostro blog – Leggi 7 idee per attirare link naturali verso il tuo sito]

Le variabili – quando si parla genericamente di link building, cioè costruzione di una strategia di link verso il tuo sito – sono veramente tante. Di seguito ecco ciò che ho imparato in anni di attività con link, contenuti SEO-oriented e autorevolezza online.

[ 🔎 Dal nostro blog – Leggi le differenze tra link earning e link building – e come ottenere link]

 

12 regole per una link building realmente efficace

1️⃣ Non basta pubblicare contenuti validi (1/3), occorre anche essere una fonte autorevole in un determinato settore.

2️⃣ Non basta pubblicare contenuti validi (2/3), serve assolutamente ricevere anche dei link.

3️⃣ Non basta pubblicare contenuti validi (3/3), bisogna attivarsi per procurarsi qualche link, viceversa qualunque progetto stenterà a decollare se si spererà in una link earning naturale al 100%.

4️⃣ Non basta collezionare link, occorre avere anche contenuti validi che li giustifichino…

5️⃣ Maggiore è la visibilità che già possiedi (tramite i Social Network, nella vita reale o grazie ad altre visite naturali da motori di ricerca preesistenti) e migliori sono le chance di essere linkati ulteriormente.

6️⃣ Così come “soldi fanno soldi” (proverbio), anche “link fanno link”: siti web che ti linkano indurranno facilmente altri siti a linkarti. Se tizio linka caio, allora caio ha prodotto un contenuto valido meritevole di essere linkato, quindi lo linko anch’io…

7️⃣ I link non sono tutti uguali: esistono link da siti super autorevoli, link da siti “medi”, link da siti di bassa qualità… e oltretutto tutti questi link possono provenire da siti web con argomenti disparati. In una strategia di link building bilanciata servono link di diverse “qualità” e anche link da siti generalisti o non strettamente attinenti al tuo argomento, anche se sarà comunque preferibile ricevere il maggior numero di link da siti del tuo settore di appartenenza, o da settori correlati.

8️⃣ L’anchor text (o testo di ancoraggio) è quella piccola porzione di testo visibile sui link, che permette di offrire informazioni utili sui contenuti indirizzati agli utenti o ai motori di ricerca. Esempio: in questo link al nostro blog, l’anchor text è “link al nostro blog” e dà al lettore l’informazione di cosa stiamo linkando.

Anche l’anchor text è un fattore importante: un anchor text che “spinge” forte su una parola chiave viene definito “manipolativo” (ed ha un alto valore per Google), ma è possibile linkare anche con una url “nuda” (esempio: https://www.bee-social.it/blog/) o utilizzare termini generici (“clicca qui”) o di brand (“Bee Social”). L’uso di anchor text manipolativi dà un segnale forte a Google, ma è una prassi a cui prestare molta attenzione. Ivano Di Biasi, nel suo libro sulla link building che consiglio di leggere, mette in guardia dall’uso frequente di queste “ancore esatte”; anzi devono essere usate con parsimonia e mescolate alle molto più frequenti anchor generiche o di brand.

Tipologie di link esistenti in un profilo backlink naturale

9️⃣ L’approccio dell’alternanza più naturale possibile tra le variabili che entrano in gioco con i backlink vale anche per la tipologia di link: follow o no follow, con cui si direbbe a Google quali link “seguire” durante le sue scansioni e quali no, rendendo perciò i link follow in ingresso come di maggior valore (anche se ci sono cambiamenti in atto – continua a leggere).

In una situazione reale e naturale, però, devono essere presenti entrambe le tipologie di backlink verso il proprio sito. Non solo: dovranno naturalmente esistere anche link… “senza link”: ossia delle semplici citazioni di un brand o di una persona, con chiaro riferimento al sito di questo brand o persona, ma senza linkarlo. Anche la citazione è un elemento di valore nella costruzione dell’autorevolezza di un sito.

Recentemente, comunque, Google ha identificato e promosso 2 nuovi tipi di link: “ugc” e “sponsored” (rel=”ugc” e rel=”sponsored”), ossia “user generated content” e “sponsorizzato”. Queste novità serviranno per marcare con evidenza i contenuti frutto del lavoro comunitario di altri utenti (ugc) e i contenuti pubblicati in quanto frutto di una sponsorizzazione. Se ne sa ancora poco, ma mi fido di quanto dice Emanuele Vaccari sul tema. In sintesi: chi mai li utilizzerà?

Link, pagine e siti non sono tutti uguali: il diverso valore dei backlink nella strategia di link building

🔟 Il valore di un backlink si misura anche dalla quantità e dalla qualità di link in uscita da uno specifico sito web: se un sito linka numerosi siti e anche di cattiva qualità, allora un link da quel sito non è affatto auspicabile.

Il vero valore di un backlink risiede anche nello stato di salute di un sito e della singola pagina web da cui partirà il link, in fatto di visite e autorevolezza.

Se il link proviene da una pagina web con un buon ranking su Google o molto visitata, allora quel link verrà percorso spesso anche dagli utenti, rendendo quel link di grande valore, non solo in fatto di link building, ma anche direttamente commerciale.

Nella valutazione di un sito web che potrebbe linkarti, bisogna a mio avviso sempre osservare numerosi aspetti. Ad esempio:

  • l’andamento delle sue visite organiche (in crescita nel tempo o in calo?), sia a livello generale che di specifica pagina in cui verrà inserito il link. Lo puoi fare con strumenti come SeoZoom, se parliamo di siti in lingua italiana.
  • Quanto di frequente viene aggiornata la pagina: presenta contenuti vecchi e statici nel tempo, o c’è una costante ricerca e arricchimento del contenuto pubblicato? Evidentemente la “freshness” della pagina è un valore considerevolmente importante.
  • Conta molto l’autorevolezza dell’autore di una pagina web su una certa tematica: anche due pagine all’interno di uno stesso sito possono avere “pesi” diversi (esempio: una pagina poco aggiornata che elenca centinaia di siti “pesa meno” di una pagina con una lista super selezionata e aggiornata di fonti, magari da un professore o da un esperto di una materia).
  • Grande valore ha anche la quantità di link a sua volta ricevuti dalla pagina che ti linkerà. Si tratta del “profilo backlink” di quella pagina, ed è un elemento molto rilevante.
link da pagine aggiornate link building
Chi ti dice che non vuole aggiornare una pagina per paura di perdere il suo ranking, non ha capito come funziona Google. Il valore di una pagina web sta anche nella sua “freschezza”, data dall’aggiornamento costante dei contenuti. Fonte da leggere se si vuole approfondire il tema link building per la SEO: https://moz.com/blog/20-illustrations-on-search-engines-valuation-of-links

1️⃣1️⃣ I deeplink sono link che puntano a pagine “interne” del tuo sito: non esiste certo solamente la home page – a cui arrivano tipicamente la maggior parte dei link “brand” – ma anche pagine, sotto-pagine, articoli del blog, pagine autore, categorie e tag.

Una strategia equilibrata prevede link verso diverse aree più o meno importanti del tuo sito, sostenuta anche da una costante attenzione per il linking interno tra le tue pagine, disposte su più livelli gerarchici. Quindi non bisogna fare l’errore di linkare solo le pagine importanti per il tuo business.

1️⃣2️⃣ In generale, meglio tenere traccia dei link che sei riuscito a procurarti. In mancanza di tool sofisticati o a pagamento, può bastare un foglio drive o un foglio excel dove elencare:

  • url della pagina che ti ha linkato,
  • url della tua pagina web linkata,
  • anchor text,
  • data,
  • eventuali contatti/riferimenti del sito che ti ha linkato, così da poterlo contattare rapidamente in caso di bisogno anche a distanza di molto tempo.

Un riepilogo del genere ti permette di vedere a colpo d’occhio le anchor text utilizzate e le pagine web linkate, così da ragionare rapidamente sui prossimi passi da fare nello sviluppo della tua strategia link building.


L’elemento comune di questi 11 punti.

C’è a mio avviso un elemento comune tra tutti questi punti: la naturalezza che devi seguire in una strategia di link building, naturalezza che sfiora quasi la casualità. Il web è fatto di persone e ogni persona interpreta il mestiere a modo suo: il risultato è quello di ricevere link di qualunque tipo e qualità, su qualunque pagina e con qualunque bizzarra anchor text.

L’idea di fondo, a mio parere, è quindi quella di seguire un approccio naturale e vario quando si parla di link building, ma sempre supportato da una forte base di contenuti di qualità, aggiornati e ben realizzati.

Qualche aspetto rilevante in fatto di link building è stato dimenticato, secondo te? Commenta o scrivi!

Altri articoli di Luca Crivellaro

4 imperdibili tool per analizzare e gestire Facebook e Twitter (e gli altri Social Media)

Vista l'enorme rilevanza ormai riconosciuta ai Social Media in chiave marketing, diventa...
Leggi di più

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Bee Social Srl userà le informazioni che hai fornito per l'invio di newsletter informative, con aggiornamenti di settore o per finalità di marketing.
Per favore facci sapere le tue preferenze: