Video is the New Black: 5 pillole per Video Social di successo

Ormai lo sappiamo tutti, “video is the new black” quando si parla Social Network o semplicemente di contenuti di marketing.

Promossi dall’algoritmo di Facebook e “benedetti” per quanto concerne gli investimenti pubblicitari ad essi correlati, i video sono il contenuto principe di molte strategie di digital marketing.

Come sempre, i numeri ci danno qualche conferma… (fonte: Hubspot – ottobre 2017 – indagine estiva con 500 aziende americane e oltre 250.000 video realizzati in ottica business).

Quasi in controtendenza, ad oggi l’86% dei video di presentazione di un’azienda, sono fruiti da desktop, contro solamente un 14% da mobile. Eppure, su Facebook il 65% dei video sono visualizzati da dispositivi mobile… (si veda di seguito per spiegazioni).

L’85% delle aziende coinvolte nell’indagine hanno un team interno per il video-making, per una media di 18 video al mese prodotti per azienda

Il 56% di questi video ha una durata inferiore ai 2 minuti.

Sono visti principalmente nell’orario 7 – 11 di mattina (leggi: orario di lavoro o di spostamento per andare al lavoro).

Le tipologie di video più frequenti: video di istruzioni; video how-to (come fare per…); demo di prodotto; video con testimonial.

Il 5% dei migliori video a livello di performance riesce a mantenere incollati, in media, il 77% spettatori fino al termine del video.

Ok, sono numeri che, in quanto tali, vanno sempre contestualizzati: parliamo di aziende americane di dimensioni medio-grandi, che hanno budget per avere un team di videomaker interno o per produrre quasi 20 video al mese.

Ciò che è interessate, però, è il trend che delineano e alcune caratteristiche intrinseche che qualunque progetto di video marketing dovrebbe osservare.

Già, perché ci sono delle buone pratiche, ovviamente. I video sono un’arma molto affilata, da maneggiare con cura:

come testimonia il caso Intesa Sanpaolo, non basta metterci la faccia e il cuore, occorrono anche le competenze.

Oggi, quindi, vediamo quali sono gli ingredienti minimi per puntare sul video marketing con “decenza”, senza errori marchiani.

5 caratteristiche per progetti video marketing di successo

1. Brevità (?)

Come abbiamo visto, i video online diffusi sui Social hanno una durata media inferiore ai 2 minuti. Addirittura, i migliori riscontri si hanno sotto ai 60 secondi, in base a una ricerca di Animoto.

Il concetto della brevità si può estendere anche al numero di parole che il tuo video può contenere (è un video, in fin dei conti, non un blog post). Oltre ai sottotitoli, che trattiamo nel punto successivo, una buona idea è quella di evidenziare alcuni concetti chiave in maniera testuale in sovraimpressione durante lo svolgimento del video.

In realtà,  il compromesso sulla lunghezza è valido sui video tanto quanto sui post per un blog: a fronte di lunghezze “consigliate”, deve sempre prevalere la qualità del contenuto, le finalità del video, il target a cui si rivolge, etc. Riassumerei la questione in due punti:

  1. La qualità del contenuto video e il focus sui primi 5/10 hanno sempre la precedenza
  2. Premesso il punto precedente, se puoi, allora punta anche sulla brevità.

A titolo d’esempio, Patagonia ha deciso con questo video di creare un vero e proprio film da 27 minuti. E’ evidente che in questo caso la brevità non è un concetto utile.

2. Trascrizione del testo

E’ molto sensato trascrivere il testo dello speakerato come sottotitoli, per dare l’opportunità di fruire del contenuto video fino al termine in maniera sensata anche per gli utenti che si trovassero in una situazione dove non possano attivare l’audio del pc o smartphone (oltre l’80% degli utenti Facebook guarda video silenziati, secondo Hootsuite).

Questo banale trucchetto aumenta di molto le statistiche di visualizzazioni completate, con conseguente miglior diffusione naturale del video su Facebook, ad esempio. L’algoritmo che determina la diffusione organica di un contenuto misura anche, tra le varie cose, la qualità delle interazioni degli utenti verso un contenuto.

3. Le finalità del video (alias “la Strategia”)

Come abbiamo visto dalle statistiche, la tipologia e le finalità di un video cambiano notevolmente il COME/QUANDO/DOVE un video viene guardato. Sui Social via mobile o su un pc al lavoro, ad esempio. Quindi prima di qualunque altra scelta, occorre essere consapevoli di vari fattori, tra cui

  • il target desiderato del video;
  • il device e il momento più probabile in cui verrà visto;
  • il messaggio da far passare.

Queste scelte determineranno di conseguenza la disposizione dei messaggi nel video, l’incipit del video stesso, la scelta di inserire i sottotitoli, la durata del video, etc…

4. I primi secondi del video…

I primi istanti del video sono vitali per attirare immediatamente l’attenzione degli utenti. L’algoritmo di Facebook premia un contenuto video sulla base del tempo di permanenza degli utenti sul video stesso, sulle interazioni con il video, sulle visualizzazioni completate.

La disattenzione imperante degli utenti sui Social – causata dal bombardamento di stimoli e contenuti in competizione tra loro – rende cruciale “il primo impatto”, ossia la prima impressione su un insieme di elementi quali l’immagine di anteprima, la didascalia del contenuto pubblicato e i primissimi secondi del video stesso. Li ci si gioca l’intero investimento fatto.

5. E la call to action?

Online non puoi evitare di inserire una call to action, un invito all’azione per gli utenti, anche se si tratta di un video. Potrebbe essere inserita al termine del video e, sicuramente, nelle didascalie che accompagnano la diffusione del video nei vari canali di comunicazione.


Accedi a risorse riservate e gratuite – ogni mese (e scarichi subito gli e-book su come creare nuovi contenuti e “come guadagnare online”)


More from Luca Crivellaro

Come creare un bot per Messenger (e 5 motivi per iniziare a pensarci)

Nell'articolo di oggi proviamo a fare un po' di luce su come...
Read More

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *