5.000 iscritti alla Newsletter in 3 anni: cosa abbiamo imparato

Si trovano online numerosi articoli su come strutturare campagne di e-mail marketing efficace, anche su come scrivere newsletter che convertono, con accorgimenti che possano migliorare tassi di apertura, di click e in generale tassi di conversione.

Tutti consigli utili, che anche noi abbiamo applicato nei nostri progetti.

Durante la gestione delle nostre newsletter (e di quelle di vari clienti), abbiamo individuato qualche altro accorgimento – molto empirico e pratico – a livello di strategia di e-mail marketing. Oggi voglio condividere proprio ciò che abbiamo osservato, newsletter dopo newsletter. Niente di eclatante, solo qualche consiglio “spicciolo” da poter imitare.

E-Mail Marketing ragionato: 6 consigli pratici

Perdere qualche iscritto va bene

perdere iscritti newsletterSembrerebbe una contraddizione, eppure quando vedo qualche utente disiscritto… esulto! Il motivo è molto semplice:

l’utente che si disiscrive è un utente che non ha più interesse nelle nostre comunicazioni e quindi ci aiuta a raffinare ulteriormente il target delle nostre comunicazioni.

Inoltre, mantenere un database ha un costo legato anche alle numeriche degli iscritti, quindi si tratta anche di un’ottimizzazione dei numeri che ha una valenza economica tangibile. Per questo motivo c’è anche chi deliberatamente decide di cancellare gli iscritti che per 3/4/5 invii consecutivi non aprono la mail. Un approccio abbastanza integralista, che però in certi casi può essere efficace.

Esemplificando, quindi: meglio 500 utenti perfettamente a target piuttosto che 1000 utenti generici, vagamente (e scarsamente) interessati.

Ok, però non perdiamone troppi!

far crescere liste newsletterOttimizzare si, perdere valanghe di iscritti no. Mantenere fidelizzati gli iscritti è sicuramente una questione di qualità dei contenuti erogati e di frequenza di invio, però ci sono anche alcune accortezze da osservare.

Un utente che decide di iscriversi, ti sta dando fiducia. Non poca fiducia, considerando la mole di spam che viene consegnata ogni giorno nella casella postale di ciascuno di noi. Pertanto, un’iscrizione spontanea e volontaria non deve essere tradita da “false promesse” con oggetti fuorvianti, pubblicità a valanga e così via.

Un consiglio molto pratico riguarda gli iscritti più recenti rispetto all’invio di una newsletter: sono anche quelli che con più probabilità si disiscrivono. In molti casi ho osservato che fosse il caso di non inviare newsletter ai neo-iscritti entro 5/10 gg dall’iscrizione: è troppo fresca nella loro memoria la ricezione delle varie mail di opt-in o delle primissime comunicazioni automatiche; una newsletter nel giro di pochi giorni dà l’impressione di una frequenza di invio eccessiva, che può portare più facilmente a un cambio-idea, con relativa disiscrizione.

Escludere gli ultimi iscritti al momento dell’invio ha portato un’evidente diminuzione delle cancellazioni.

Attenzione: ovviamente questo consiglio può non valere per tutte le situazioni. Ad esempio nei casi in cui un utente entri in un funnel automatico di info gratuite e concatenate le une alle altre o con forti vantaggi inclusi nelle mail (ad esempio sconti per e-commerce).

Un giusto mix di qualità e quantità

qualita mailing listNon bisogna esagerare con le comunicazioni, questo si sa. Ma nemmeno dimenticarsi dei propri iscritti: il rischio tangibile è quello di essere marchiati come spammer dopo ricezioni sporadiche di email, perché gli utenti non si ricordano più di te o di essersi iscritti alla tua newsletter.

È evidente, altresì, che non si devono sparacchiare email per il gusto di farlo, ma selezionare il più possibile i contenuti. Come sempre, in medio stat virtus.

Segmentazione dei contatti

segmentazione contattiE qui entriamo in un aspetto molto spesso sottovalutato. Sottovalutato nel 99% dei casi. Per anni abbiamo disseminato il nostro sito bee-social.it con form di iscrizione tutte uguali, in varie parti del sito: a margine degli articoli del blog, nelle pagine servizi, nella home page, in pagine con risorse scaricabili gratuitamente. Parliamo di una molteplicità di url spesso molto diverse anche come argomenti.

Abbiamo fatto uno sforzo recente, mirato a differenziare le form in base al tipo di pagina e al tipo di relazione che l’utente sta instaurando con il nostro sito (anche se all’apparenza le form rimangono tutte uguali).

C’è un’enorme differenza, infatti, tra l’utente che si iscrive perché ha scaricato il calendario Social gratuito, l’utente che si iscrive dal footer del sito e l’utente che si iscrive dalle pagine dedicate al guadagno online.

Con un plugin a pagamento che però ha anche una versione gratuita – MailChimp for WordPress – possiamo differenziare con semplicità estrema le liste in cui gli utenti verranno inseriti. Con qualche settaggio veramente banale di MailChimp, riversiamo poi tutti gli iscritti delle liste in un’unica lista Master a sua volta segmentata per gruppi di interesse. Ciò ci permette di mandare email indifferenziate a tutta la lista Master oppure di mandare comunicazioni particolari per specifici gruppi. Qualche info aggiuntiva qui: https://mailchimp.com/help/combine-lists-to-a-master-list-that-uses-groups/

Ricorda, infine, che i client di posta registrano le reazioni degli utenti alle mail (aperture, click), con l’obiettivo di dare un valore all’affidabilità del mittente. Ergo, segmentare le comunicazioni permette di migliorare tali valori e – conseguentemente – l’affidabilità del mittente.

Automation Marketing

email marketing automation funnelSenza costruire chissà quali funnel complicati, puoi (e devi) comunque sfruttare qualche automatismo.

Lo puoi fare con facilità, anche tramite il semplice MailChimp, sfruttando:

  • le mail di Opt-In con cui l’utente accetta l’iscrizione (le puoi modificare inserendo info varie e rimandi a contenuti premium);
  • una funzionalità di rapida impostazione con cui mandare una mail automatica ai neo-iscritti dopo un certo tot di tempo. Da usare con attenzione, però: questa comunicazione automatica uguale per tutti, su alcune liste, ci ha regalato anche qualche disiscrizione di troppo, in alcuni casi.

Consigli pratici

consigli email marketing strategia newsletterAltri consigli alla rinfusa legati a come gestire con razionalità campagne di E-Mail Marketing:

  • Perdi più tempo possibile sull’oggetto. Se vuoi veramente sperimentare, prova a fare A/B testing con diversi oggetti: il segreto di una mailing list che funziona e cresce risiede in buona parte lì.
  • Le Emoji negli oggetti delle newsletter tendono a ricevere maggiori attenzioni da parte degli iscritti.
  • Non inviare la mail da indirizzi noreply@. Devi poter ricevere eventuali comunicazioni degli iscritti, oltre a lasciare un riferimento raggiunbile anche per questioni legate al recente GDPR. Le comunicazioni inviate da un no-reply, inoltre, finiscono molto più facilmente in posta indesiderata…
  • Il contenuto principale – quello forte – ed eventuali punti di conversione vanno ovviamente “above the fold”, quindi immediatamente visibili (e non raggiungibili con scroll).
  • Larghezza della mail: non maggiore di 650 px, per evitare il noioso scroll orizzontale da parte degli utenti.
  • Anche quando pensi di essere sicuro al 100%, prepara una o più mail di test prima dell’invio effettivo e clicca tutti i link.

Conosci altre buone pratiche in tema di E-mail marketing o di strategia digital che sottende alla coltivazione di un database e alla gestione razionale di newsletter?


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