Gestire e crescere un Gruppo Facebook: 7 consigli per un canale Social sempre più centrale

Ultimamente la stra-grande maggioranza delle notifiche che ricevo su Facebook arrivano dai gruppi a cui sono iscritto. E’ indubitabile, infatti, la forza di un gruppo Facebook in sostituzione di una pagina fan, grazie alle notifiche che vengono sparate continuamente ai membri. Il vantaggio è evidente: visibilità di ciò che viene pubblicato in un gruppo, a differenza degli enormi sforzi che i gestori delle pagine fan devono fare anche solo per un misero like.

gruppi facebook per attivita business
Da poco un link diretto ai Gruppi Facebook e alle notifiche relative ai Gruppi appare anche nella barra principale di ogni profilo utente.

Certo, un gruppo Facebook è molto differente da una pagina fan e non sono esattamente alternativi. Un gruppo andrebbe scelto – a mio avviso – quando si verificano queste situazioni:

  • quando vuoi sviluppare una community di persone con un obiettivo comune o interessi comuni;
  • quando vuoi che i contenuti condivisi nel gruppo FB provengano da più fonti e siano generati dagli utenti stessi;
  • quando il continuo dialogo e confronto tra utenti è una componente fondamentale.

Ma la grande visibilità che i post di un gruppo hanno (e quelli di una pagina fan no) sbilancia enormemente la scelta a favore dei gruppi – spesso a prescindere dalle finalità – e rischia di influenzare le preferenze di brand e liberi professionisti che vogliano creare un canale di comunicazione su Facebook, magari ricco di contenuti di valore ricercabili nel tempo. A mio parere, Facebook dovrà prima o poi mettere mano anche a questa libertà di cui godono i gruppi Facebook, veri e propri porti franchi dell’engagement.

Inoltre, sono aumentati gli strumenti a disposizione degli admin per gestire più facilmente queste community, evoluzioni moderne dei forum:

  • esistono alcuni tool esterni per osservare qualche statistica aggiuntiva relativa al gruppo, oltre agli insight introdotti nell’estate 2017, che consentono di osservare la distribuzione geografica degli iscritti, la crescita degli iscritti nel tempo, i post con maggiore coinvolgimento, i momenti in cui la community è maggiormente attiva, i dati generali su engagement e interazioni, quanti sono gli utenti veramente attivi;
  • è possibile programmare i post, come avviene nelle pagine fan;
  • è possibile creare eventi Facebook direttamente all’interno del gruppo;
  • si può stabilire un link tra gruppi differenti;
  • è più semplice gestire gli utenti e i relativi commenti indesiderati o filtrare le richieste di accesso;
  • è possibile evidenziare prodotti in vendita (tramite Facebook Marketplace) su un gruppo Facebook;
  • è possibile attivare un pixel di Facebook (nuovo o esistente) in un gruppo Facebook: così facendo, si potranno attivare campagne di retargeting, creare pubblici simili a quello rappresentato nel tuo gruppo, ma anche tracciare conversioni e carrelli chiusi provenienti dal gruppo FB;
  • è possibile entrare in un gruppo Facebook e partecipare alle discussioni anche con una pagina fan (quindi non solo con un profilo utente)

E’ lecito attendersi anche la possibilità di sponsorizzare i gruppi Facebook, a stretto giro. Se cerchi altri dettagli sulle funzionalità offerte nei gruppi, ti potrà interessare l’articolo pillar che abbiamo scritto in merito ai gruppi Facebook e come promuoverli.

Oggi invece provo ad evidenziare le buone pratiche e gli strumenti per gestire correttamente un gruppo Facebook, facendolo crescere ed apprezzare dai membri aderenti.

Il più famoso strumento per gestire un gruppo Facebook

Si chiama Grytics: ti offre una serie di analytics aggiuntivi rispetto ai Facebook Insight, organizzati in facili grafici e disponibili in report automatici (in Pdf e Power Point). Dà anche la possibilità di coordinare team di admin e di gestire svariati gruppi Facebook da un un’unica piattaforma.

7 buone pratiche per una gestione di gruppi Facebook professionale

Elementi in evidenza. Crea una “intro” efficace del gruppo, delle linee guida di comportamento, dei documenti e dei link da porre in evidenza. Sono elementi centrali da predisporre in un gruppo e danno il benvenuto a tutti i nuovi arrivati, ergo vanno preparati con attenzione. Sii pronto ad ammonire gli utenti che non rispettano le regole o a cancellare i post fuori dalle regole. Il che ci porta direttamente al punto successivo…

Guida il gruppo. Impegnati a moderare con costanza il gruppo, viceversa diventerà presto uno “spammatoio” senza regole, vanificando i tuoi sforzi di costruire una community di valore e inducendo il nocciolo degli utenti più interessati a propendere per altri gruppi più ordinati. Un’eventuale dipartita di utenti è dannosa per il fatto stesso che queste persone preferiranno pubblicare i loro contenuti di valore altrove (l’utente di un gruppo può essere un produttore di contenuti di valore, quindi è doppiamente importante).

Content Curation. Inoltre, per le modalità stesse di funzionamento del gruppo, in cui i post salgono automaticamente in evidenza sulla base dei commenti rilasciati dagli utenti, è importante fare “content curation” anche sui contenuti da mettere in primo piano “fissandoli” in alto. Può avere senso scegliere un post al giorno da fissare in alto.

Coinvolgimento. Coinvolgi gli utenti più attivi, magari assegnando loro un ruolo all’interno del gruppo. In generale, è bene ci siano più admin: con un solo admin, aumentano i rischi di ban o chiusura dell’account o qualsivoglia problema legato ad avere un solo admin.

Persone, Contenuti, Prodotti. Rendere la partecipazione a un gruppo “di valore” e contemporaneamente perseguire i tuoi obiettivi in quanto admin è possibile. Vedo 3 scopi che coinvolgono il gestore del gruppo:

  1. Offrire contenuti e dibattito di valore, come una sorta di rassegna stampa “umanizzata” e di qualità su un determinato argomento. In taluni casi, i contenuti sono talmente di valore, che la partecipazione al gruppo è a pagamento… (il gruppo segreto di Digital Marketer Lab conterebbe oltre 12.000 utenti paganti).
  2. Connettere le persone con interessi simili tra loro.
  3. Avvicinare più facilmente e senza barriere le persone a prodotti e servizi (questo è sicuramente il punto più delicato).

No Spam. Un gruppo non è l’ennesimo modo per “mostrare i tuoi contenuti indesiderati agli utenti”. Si tratta di un canale molto delicato da gestire e più difficile di una pagina fan, perché non prevede una comunicazione unilaterale da A a B, come avviene quasi sempre nelle pagine fan, ma è una comunicazione bidirezionale, anzi multilaterale, tra varie persone. A proposito di spam, è in fase di roll-out anche una chat di gruppo fino a 250 persone o audio e video chiamate fino a 50 utenti. Saranno gestibili / limitabili dagli admin.

Il gruppo Facebook può diventare un fortissimo driver di visite verso un sito web o una pagina fan, di richieste con valore commerciale, di notorietà: per questo e per i motivi suddetti, il gruppo va aperto avendo ben chiara una strategia di marketing generale, in cui contenuti di valore elevato sono al centro del progetto (da cui si originerà la primissima scelta, ossia se aprire un gruppo pubblico, privato o segreto).

User Generated Content. Favorisci più possibile interventi e post da parte dei membri iscritti: un gruppo che funziona è un gruppo che ha una forte produzione di contenuti 2.0, dal basso. Solo una piccola parte degli spunti dovrà provenire dai gestori del gruppo Facebook.


Oltre al già citato articolo, puoi trovare altre info su una gestione professionale dei gruppi Facebook in questi post:

Se hai bisogno di supporto nella gestione di pagine fan o gruppi Facebook, leggi il nostro approccio alla consulenza sui Social Network e contattaci per un primo consulto gratuito.


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