Influencer o Spammer? Strategia PR: maneggiare con cura…

I piccoli “influencer” (circa 100mila follower) guadagnano da 0 a 500 euro a collaborazione (e quindi lavorano anche accontentandosi degli omaggi); i medi (circa 500mila follower) da 500 a 5mila euro; i grandi (oltre un milione di follower) non prendono neanche in considerazione un lavoro se il compenso non è di almeno 2.500 euro, ma possono strapparne anche oltre 10mila.

Fonte: corriere.it

Queste stime ci confessano quanto “movimento” c’è online, sui Social, di fronte ai post sponsorizzati, con l’hashtag #ad o anche nascosti, senza alcun riferimento. Dove ha origine questo giro di markette?

Ci capita spesso di ricevere le più disparate offerte di collaborazione da parte di sedicenti “influencer”, che scrivono a tutto spiano nei messaggi privati delle pagine fan di alcuni e-commerce e progetti vari che gestiamo.

Ma di chi stiamo parlando? Ecco qualche messaggio ricevuto, ciascuno opportunamente edulcorato dei riferimenti per riconoscere i mittenti:

Buonasera le propongo una collaborazione recensiva con la mia pagina grazie
Recensisco TUTTO


Sono una blogger influencer autrice del blog xxx dove condivido le mie esperienze personali provando prodotti Sul blog parlo di vari argomenti dalla moda alla cucina ai prodotti elettronici con consigli e novità. 

Il mio blog da un lato è letto sia da donne che da uomini d’altro canto ci sono tantissimi visitatori che arrivano dai motori di ricerca perché cercano le informazioni sulla moda , make up , cucina ,elettronica ,consigli e altro… So che apprezzano i miei contenuti perché spesso mi lasciano un commento .

Il mio punto forte è la mia pagina instagram con circa xxx follower che mi seguono ai post e alle stories tutti molto attivi 

Conosco i vostri prodotti e sarei ben lieta di provarli e recensirli sul mio blog e social 

Spero che la mia proposta possa essere di vostro gradimento e di poter discutere con voi le modalità di collaborazione.vi lascio i link del mio blog e dei miei social network


Salve,
mi presento, sono xxx, mamma di due bambine bellissime una di x anni ed una di x anni.
Gestisco una pagina facebook, un blog ed un profilo instagram.
Mi piace provare nuovi prodotti, li recensisco e li pubblicizzo sui miei canali.
Sarei molto lieta di collaborare con la Vostra azienda, ricevendo campionatura gratuita a vostra scelta.
Dopo aver utilizzato i Vostri prodotti in maniera reale, documento con foto e recensisco i Vostri prodotti basandomi sulla mia esperienza personale con gli stessi.
Preparo tante ricette golose e nuove con essi.
Sul mio blog inserisco tutti i link utili che rimandano al Vostro sito.
Ecco i link per visualizzare i miei canali:
Rimango a Vostra disposizione per qualsiasi domanda o richiesta. In attesa di un Vostro riscontro e nella speranza di poter instaurare con Voi una collaborazione a titolo gratuito, per soddisfare le Vostre esigenze di marketing e pubblicità, porgo distinti saluti


Spett.le Azienda,

sono xxx, blogger e curatrice del blog xxx
. Sarei molto lieta di collaborare con la Vostra azienda ed introdurre il vostro marchio nel mio sito per scriverne articoli e recensioni.
Gradirei, se fosse possibile, ricevere campionatura gratuita a vostra scelta.
Una volta testati sarebbe mia cura scrivere una recensione molto dettagliata e completa di foto su ciascuno di essi.
In ciascuna recensione saranno presenti i riferimenti ai vostri portali, in modo che i lettori abbiamo un riferimento immediato.
In attesa di gentile riscontro e nella speranza di poter instaurare con voi proficue e durature collaborazioni.
Cordiali Saluti


Gentilissima Azienda,
mi chiamo xxx e sono una blogger. Testo e recensisco i prodotti sia sulla mia pagina facebook sia sul mio blog, tratto vari prodotti e non una categoria specifica in quanto sono dell’ idea che una donna abbraccia tutti i rami esistenti al mondo è infatti la donna che si dedica alla CUCINA, CASA, COSMETICI, BAMBINI, ANIMALI…. Insomma tratto tutto ciò che ha a che fare con questa figura importante al giorno d’oggi.
Navigando su internet mi sono imbattuta nei vostri meravigliosi prodotti, che immediatamente hanno attirato la mia curiosità ed il mio interesse, per questo vi domando se fosse possibile ricevere qualcuno dei vostri campioni affinché possa testarli personalmente e di conseguenza recensirli sui miei social.
Eseguo il mio lavoro con passione e dedizione, spero perciò di ricevere una risposta affermativa da parte vostra, per farmi conoscere meglio allego i link dei miei contatti social
Spero di non essere indelicata, in tal caso vi porgo le mie scuse.


Buongiorno
 gestisco una pagina di facebook con migliaia di utenti;
giacché i dati insights mostrano numerose visualizzazioni
 ed altrettante interazioni,
mi chiedevo se era possibile pubblicizzare
i Vostri prodotti omaggio con recensioni e foto.

Certa di un Vostro riscontro,
auguro a tutto lo staff buon lavoro.

Piccoli e grandi influencer: maneggiare con cura

Non voglio giudicare. Ok, alcuni messaggi sono un po’ sgrammaticati, la punteggiatura è fantasiosa (quando presente), alcune pagine fan sono decisamente mal gestite o hanno scarso seguito. Ma non importa (sic!): magari il contenuto e le modalità espressive sono in linea con il target di queste pagine. Oltretutto, c’è una buona educazione nelle richieste, cosa non così scontata.

Però il tema è un altro: ha veramente senso ingaggiarli?

Tali influencer sembrano non conoscere molto le dinamiche del marketing e della comunicazione. Ma lo stesso discorso vale anche per blogger, startupper o attività online, anche quando l’obiettivo è diverso dal diventare influencer:

  1. Non si specializzano, mancando l’opportunità di essere realmente riconoscibili e apprezzati. Sono dei generici recensori – Es. “recensisco TUTTO
  2. Scivolano sul loro marketing personale: non si preoccupano dei loro contenuti e della relazione con i loro fan; sono semmai totalmente sbilianciati nello “sforzo commerciale” di ottenere “campionature gratuite a vostra scelta”… Torniamo alla teoria di marketing: “quelli bravi” riescono ad attivare tattiche “pull” grazie ai contenuti, al loro seguito, alla loro specializzazione e peculiarità che attira richieste da parte di aziende e agenzie di comunicazione; tutti gli altri – la maggior parte – persegue tattiche “push” di bassa lega, spammando via messaggio privato qualunque pagina fan, affinché arrivi qualche prodotto a caso, purché gratuito.
  3. Non presidiano sempre i canali giusti: ok Instagram, Facebook e il blog… ma, tanto per citare un esempio, Amazon? Oltre il 50% delle ricerche online effettuate da utenti per cercare prodotti (quindi ricerche con intento di acquisto) avvengono su Amazon. Ormai quasi tutti i marchi – anche quelli che hanno un proprio e-commerce – presidiano direttamente o indirettamente Amazon, che offre una larga platea di acquirenti e possibilità di promozione sempre più sofisticate. Trattandosi di “influencer recensori”, stanno dimenticando le notevoli opportunità che sorgono per i Top Recensori Amazon. A tal proposito, per chi non conoscesse il tema, suggerisco due articoli approfonditi:
  4. Sovente non c’è investimento: non si investe in un approccio grafico/infografico professionale; non si prende in considerazione Facebook Ads (del tutto o in maniera razionale o innovativa). Quel che è peggio, è che spesso manca proprio l’investimento (inteso anche come impegno) verso un contenuto realmente interessante e distintivo.

Nonostante le critiche, non me la prendo con i piccoli influencer: potrebbe trattarsi di persone che si divertono semplicemente a parlare di prodotti, senza particolari ambizioni di diventare la nuova Chiara Ferragni. Effettivamente alcuni parlano solamente di “recensioni”. E ci sta, va benissimo così. Nei 4 punti precedenti individuiamo dei punti di miglioramento che, se uno vuole, può seguire per crescere e costruire una vera professionalità online.

Il problema, però, ha una seconda faccia: le aziende, ma spesso anche le agenzie di comunicazione, alimentano questi fenomeni sociali, ingaggiando “micro-influencer” che in rari casi portano una reale visibilità positiva a un brand (e praticamente mai sono driver di vendite). Spesso l’ingaggio di questi personaggi in cerca d’autore è funzionale solamente ad accumulare attività tangibili da mostrare al cliente, se parliamo di agenzie di comunicazione, o sono tentativi scoordinati di vendere di più o di alimentare la propria notorietà di marca, se attivati direttamente dall’azienda.

Un tentativo ben coordinato e organico dare visibilità a marchi e prodotti, invece, si innesta in una strategia a più ampio respiro. Anche lato PR si può e si deve fare una specie di “marketing-mix”, come proposto da questa “piramide delle PR”, in cui pochi grandi influencer generano contenuti originali e innovativi per il brand, mentre la base – formata da tanti utenti con i loro profili Social – dà un supporto differente e granulare, con condivisioni sui Social, sondaggi, recensioni e tante altre micro-azioni.

tipologie-influencer campagne pr marketing
Fonte immagine: www.joymarketing.it/blog/quanti-tipi-di-influencer-esistono-e-in-che-modo-si-differenziano

Ultimamente vengono chiamati anche “nano-influencer” o “micro-influencer”: personalmente ho sentimenti contrastanti verso questo mondo. In questo articolo del Post c’è un paragrafo a mio avviso totalmente sbagliato, eccolo:

Ai nano-influencer, invece, spesso può bastare ricevere un prodotto in omaggio, senza pagare, in cambio di un post sponsorizzato. Certo, non sono famosi, ma anche per questo hanno un rapporto spontaneo e non artificioso con i propri followers, e per chi vuole fare pubblicità sui social network investire su di loro può voler dire ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo. […] Rendono molto meno dei personaggi famosi, certo; ma costano anche molto meno.

  • Un prodotto in omaggio con relativa spedizione, prima di tutto, ha un costo che va annoverato nel budget di marketing. Per non parlare del lavoro necessario in termini di ore-uomo, per far seguire a questi nano-influencer un brief, delle tempistiche di consegna prefissate, dei concept.
  • Non sono famosi, ma anche per questo hanno un rapporto spontaneo e non artificioso con i propri followers”: proprio perché non famosi, i nano-influencer ricevono poche proposte, pertanto sovente sono lieti di vendere spazio al primo offerente (con le dovute eccezioni).
  • Ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo” – quale massimo risultato??

In super sintesi, attenzione con le PR e il marketing in generale, perché…

Un tempo, la tua azienda, era ciò che vendevi. Ora è come lo vendi.


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