Quanto deve essere lungo un testo online?

Una delle domande più frequenti che mi sento rivolgere è: quanto deve essere lungo un articolo online affinché sia efficace? (e si posizioni là in alto, su Google)

E’ una domanda trabocchetto che mette in fuorigioco chiunque vi dia un numero preciso, perché in realtà – almeno al momento – non esiste un numero preciso su cui puntare con sicurezza, anche se qualche riferimento numerico empirico può essere dato.

Il fatto è che non esiste una risposta precisa perché probabilmente è la domanda ad essere troppo semplicistica.

Esistono semmai diverse variabili lungo cui muoversi:

1.

Per chi scrivi? Scrivere per i motori di ricerca VS Scrivere per gli utenti (sarebbe meglio, comunque, riuscire a scrivere per entrambi…)

2.

Obiettivi generali che ti poni: vuoi convincere gli utenti a fare cose, vuoi intrattenere, vuoi persuadere o vuoi semplicemente condividere ciò che pensi?

3.

Obiettivi specifici: quando scegli l’argomento di ciò che scrivi, vuoi risolvere un bisogno impellente di un utente? Ti vuoi posizionare come “autorevole” e fidato autore su un certo tema? Parli di massimi sistemi o cerchi semplicemente il confronto?

4.

Contesto: quanto tempo hai a disposizione? Quanti articoli riesci a scrivere ogni mese? Quanta “concorrenza” esiste sul tema?

In base alle risposte che vi date lungo queste variabili, cambierà il vostro modo di scrivere, di presentare le informazioni, di approfondire e aprire temi correlati… e di scrivere testi più o meno lunghi.

Ma se proprio non potete fare a meno di numeri e consigli concreti, allora continuate a leggere…

Perché conviene scrivere testi lunghi online?

1. Per il posizionamento

Se proprio volete un numero, allora vi conviene scrivere – a quanto parrebbe – più di 2000 / 2500 parole ad articolo. Mica male eh? Sono davvero tante, ma vi consentono di sviscerare bene un problema e con ogni probabilità di scrivere sinonimi e co-occorrenze sull’entità che trattate.

Una lunghezza tale inciderebbe, infatti, sul posizionamento in SERP: secondo alcune ricerche di QuickSprout e serpIQ, i primi 10 risultati per la maggior parte delle keyword s Google avrebbero almeno 2000 parole (2500 secondo serpIQ).

La cosa più probabile, a mio avviso, è che questi contenuti siano in cima perché abbiano affrontato professionalmente e diffusamente un certo tema: inoltre, i siti che hanno pubblicato tali contenuti forse possono contare su tante pagine di questo tipo; e se hanno tante pagine di questo tipo, allora forse hanno una redazione preposta e risorse e budget… insomma, ci siamo capiti.

Trovate riscontro a tali numeri su digitalmarketinglab, che prova a stilare anche una “lunghezza corretta” per ogni tipo di contenuto: sono riferimenti considerabili, anche se sono dell’idea che un contenuto sia della lunghezza giusta quando avete affrontato quasi totalmente l’argomento o, meglio ancora, quando avete risolto la necessità del lettore espressa in quel contenuto.

2. Per le condivisioni Social

E se la lunghezza incidesse anche sulle condivisioni sui Social Network? Ecco uno schemino curioso…

Shares-by-Content-Length
http://www.huffingtonpost.com/noah-kagan/why-content-goes-viral-wh_b_5492767.html

Anche qui, secondo me, non si deve girare la questione: vieni condiviso perché hai scritto con qualità e, se hai messo qualità, allora probabilmente hai dovuto scrivere tanto per sviscerare tutto il sapere sul tema.

Nel resto dell’articolo, poi, si trovano altre curiosità che dimostrano come gli utenti, sui Social, premino “chi fa le cose fatte per bene”, ossia è attento alle immagini, chi tratta le emozioni, chi studia con attenzione i titoli, etc…

Perché è meglio scrivere testi brevi e concisi online?

C’è anche l’altro partito, che sostiene i testi brevi e concisi, partendo dalla bassa attenzione degli utenti online, rafforzata dal poco tempo a disposizione dei lettori e dalla fruizione via smartphone e tablet – magari in mobilità – che rende sempre più fugace l’accessi ai contenuti in internet.

Uno degli esponenti di questo partito è Demian Farnworth, che in questo podcast sui Rainmaker.fm, alla domanda “Esiste una lunghezza del post veramente funzionale?“, risponde che NO, non esiste una lunghezza ideale ma semmai esiste un numero ideale di domande da porsi. Il suo numero magico è 13, cioè 13 domande da porsi per capire quanto e come scrivere.

Alcune di queste domande sono effettivamente una bellissima traccia da seguire:

  • Ogni quanto pubblichi?
  • Quanto tempo hai a disposizione?
  • Considera il mobile… e ricorda che solo il 10% dei visitatori legge tutto il contenuto online.
  • Ti piace scrivere? Quali media vuoi usare? Sii sintetico, ma se sai sintetizzare il punto centrale in 2 righe, allora forse non ne sai molto…
  • Vuoi convincere la gente a fare qualcosa o vuoi solo condividere informazioni?
  • Rileggi i tuoi testi; scrivi pochi punti, chiari e concisi
  • Che problema stai provando a risolvere? Trovare la soluzione a un bisogno è un approccio straordinariamente efficace per avere successo online
  • Se “perdi smalto” già dopo 50 parole di un post, lascia perdere.

Etc etc…

Perché è meglio non preoccuparsi troppo…

C’è chi dice che bisogna scrivere più di 2500 parole, chi come Damien dice addirittura che sarebbe utile esaurire la questione con 350 parole, chi si pone in mezzo…

Io personalmente non conto e non misuro, mi sembra abbastanza chiaro che la vera domanda che ti devi fare è:

quello che sto scrivendo è o non è interessante per i lettori?


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