Come costruire un testo SEO | La Comprensione Semantica di Google

Hummingbird di Google, algoritmo uscito nel 2013, è un colibrì curioso che cerca di comprendere meglio i vostri contenuti online, dal punto di vista semantico.

Uscito senza tanti proclami, questo algoritmo non combatte lo spam, ma opererebbe per migliorare la comprensione da parte dei motori di ricerca dei testi che si trovano online.

Questo Hummingbird dovrebbe interessare tutti coloro che si occupano di scrivere online, perché legato ad esso ci sarebbero delle azioni concrete e delle buone pratiche da ricordare per copywriter, blogger e affini.

Con Hummingbird non stiamo parlando di individuazione dei dati strutturati all’interno dei siti (o almeno non solo), ma di un’evoluzione in termini di comprensione semantica degli argomenti/concetti di cui state scrivendo.

Struttura delle frasi in ottica SEO

Gli algoritmi di Google ricavano facilmente informazioni “ragionando” secondo schemi di tre elementi: la classica divisione è quella tipica della grammatica, cioè:

soggetto + predicato verbale + complementi

Secondo Moz, strumento che fonisce controlli di scansione del sito in chiave SEO e uno dei blog sulla SEO più autorevoli al mondo, non sono unicamente necessari dati strutturati per comunicare tale schematizzazione ai motori di ricerca, perciò sarebbe buona norma individuare una parola chiave accompagnata e contestualizzata nello schema soggetto, predicato verbale e complementi.

Concetti e Sinonimi

Moz, per spiegare questo concetto porta ad esempio Obama. Provo ad italianizzare: come è possibile chiamare / riferirsi a Silvio Berlusconi? Ecco qualche esempio noto:

  • Il Cavaliere
  • Proprietario del Milan
  • Fondatore di Forza Italia
  • “Papi”
  • Il Caimano

E ce ne sono molti altri. Il fatto di interesse è che tutte queste parole sono riconducibili a tale entità/concetto. Ecco dunque che, per far capire ulteriormente quale sia il tema di una pagina web, sarà bene:

  1. individuare e scrivere diversi sinonimi del concetto principale;
  2. sfruttare le co-occorrenze, ossia quelle parole e concetti vari che appartengono al contesto della parola chiave principale.

Operare così significherebbe far comprendere molto più efficacemente a Google di cosa state parlando, con benefici effetti in termini di visibilità su determinati argomenti.

Smetti dunque di fare keyword stuffing (ripetizione ripetitiva e artificiale di parole chiave), forzando fino al limite l’utilizzo di parole chiave.

Meglio partire parlando di ciò che si sa, delle basi del proprio mestiere o della propria attività, sviscerando tutte le tematiche principali e le risposte ai dubbi più frequenti, nonché individuando tutti i concetti correlati, le parole e i sinonimi che appartengono al campo semantico del tema che stai trattando.

Lo abbiamo spiegato qui, approfondendo meglio il concetto.

Le relazioni tra parole in un testo SEO

Uno strumento utile per comprendere la semantica è offerto da Text Optimizer, uno strumento che aiuta a capire le relazioni tra le varie parole scelte. Ad esempio se qualcuno sta cercando [sushi], potrebbe voler cercare di ordinare sushi o cucinare sushi, mentre meno frequentemente sta cercando accessori per preparare il sushi in casa.

Google sembra sapere che la maggior parte delle persone che cercano [sushi] sono interessate a ordinarlo, dopo anni di analisi delle interazioni degli utenti con i risultati di ricerca offerti.

Anchor Text dei Link: esplicativi, manipolativi, url nude, generici…

Arriviamo ad un tema molto dibattuto. Gli anchor text non servono più, anzi… o forse no?

Sia Cyrus Shepard che Bill Slawski (2 super guru) sono concordi nel sottolineare senza tante remore che i testi di ancoraggio devono essere esplicativi della pagina che andranno a linkare, senza abusarne ovviamente.

Per la verità tanti altri esperti SEO sottolineano che, per quanto sia vero teoricamente quanto affermato da Shepard e Slawski, nella pratica convenga prestare grande cautela nell’uso delle anchor text esplicite. Meglio variare, ecco.

Da diversi esperimenti empirici effettuati, sembrerebbe chiaro che Google consideri senza tanti problemi i testi di ancoraggio per comprendere più efficacemente i contenuti delle pagine linkate. Fonti e approfondimenti a fondo pagina.

Dati strutturati e markup dei contenuti secondo schema.org

Di fondo, comunque, la possibilità di implementare i dati strutturati è sempre consigliabile. Google offre un tool, l’evidenziatore di dati, che consente di creare facilmente set di pagine, ovvero di taggare diverse tipologie di dati presenti sui vostri siti (ad esempio eventi, ma anche articoli o prodotti).

Verranno meglio compresi da Google per poi essere presentati in SERP in modalità più accattivanti e chiare.

Per WordPress sono poi presenti una bella serie di plugin per eseguire il markup dei contenuti: Yoast presenta diversi plugin sul tema, ma anche All in One Seo con All In One Schema.org Rich Snippets.

La scrittura per il web con l’intelligenza artificiale (AI)

Non solo copywriter: la scrittura per il web guarda al futuro con passo deciso e lo fa con l’aiuto dell’intelligenza artificiale. È il caso di GPT-3, un algoritmo che sa scrivere (quasi) come un essere umano e viene definito come il più potente generatore di testi mai creato fino ad oggi.

Si tratta di uno strumento in grado di generare testi, codici e immagini (sempre attraverso il coding) utilizzando degli algoritmi “pre-addestrati”, cioè che hanno già precedentemente immagazzinato tutti i dati necessari per poter svolgere il loro compito. Se vuoi approfondire il tema vai al nostro articolo dedicato a GPT-3.

Cyrus Shepard espone altre vie interessanti per organizzare meglio i propri contenuti per Google, come ad esempio liste e corretto uso degli headings. Questi ed altri approfondimenti nelle fonti, autorevolissime:

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