Come costruire un testo per una migliore comprensione semantica di Google

Algoritmi di Google, ognuno ha i propri compiti: ecco come andare incontro alle volontà di Hummingbird, algoritmo che parla principalmente ai… copywriter!

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Hummingbird di Google, algoritmo uscito circa un anno fa, è un colibrì curioso che cerca di comprendere meglio i vostri contenuti online, dal punto di vista semantico. Uscito senza tanti proclami, questo algoritmo non combatte lo spam, ma opererebbe per migliorare la comprensione da parte dei motori di ricerca dei testi che si trovano online.

Questo Hummingbird dovrebbe interessare tutti coloro che si occupano di scrivere online, perché legato ad esso ci sarebbero delle azioni concrete e delle buone pratiche da ricordare per copywriter, blogger e affini.

Con Hummingbird non stiamo parlando di individuazione dei dati strutturati all’interno dei siti (non solo), ma di un’evoluzione in termini di comprensione semantica degli argomenti/concetti di cui state scrivendo.

Struttura delle frasi

Gli algoritmi di Google ricavano facilmente informazioni “ragionando” secondo schemi di tre elementi: la classica divisione è quella tipica della grammatica, cioè:

soggetto + predicato verbale + complementi

Secondo Moz non sono unicamente necessari dati strutturati per comunicare tale schematizzazione ai motori di ricerca, perciò sarebbe buona norma individuare una parola chiave accompagnata e contestualizzata nello schema soggetto, predicato verbale e complementi.

Concetti e Sinonimi

Moz, per spiegare questo concetto porta ad esempio Obama. Provo ad italianizzare: come è possibile chiamare / riferirsi al tanto discusso Silvio Berlusconi?

  • Il Cavaliere
  • Proprietario del Milan
  • Fondatore di Forza Italia
  • Papi
  • Il Caimano

E ce ne sono molti altri. Il fatto di interesse è che tutte queste parole sono riconducibili a tale entità/concetto. Ecco dunque che, per far capire ulteriormente quale sia il tema di una pagina web, sarà bene:

  1. individuare e scrivere diversi sinonimi del concetto principale;
  2. sfruttare le co-occorrenze, ossia quelle parole e concetti vari che appartengono al contesto della parola chiave principale.

Operare così significherebbe far comprendere molto più efficacemente a Google di cosa state parlando, con benefici effetti in termini di visibilità su determinati argomenti.

Anchor Text

Arriviamo ad un tema molto dibattuto. Gli anchor text non servono più, anzi… o forse no? Sia Cyrus Shepard che Bill Slawski (2 super mega guru) sono concordi nel sottolineare senza tante remore che i testi di ancora devono essere esplicativi della pagina che andranno a linkare, senza abusarne ovviamente.

Da diversi esperimenti empirici effettuati, sembrerebbe chiaro che Google consideri senza tanti problemi i testi di ancora per comprendere più efficacemente i contenuti delle pagine linkate. Fonti e approfondimenti a fondo pagina.

Dati strutturati e markup dei contenuti secondo schema.org

Di fondo, comunque, la possibilità di implementare i dati strutturati è sempre consigliabile. Google offre un tool, l’evidenziatore di dati, che consente di creare facilmente set di pagine, ovvero di taggare diverse tipologie di dati presenti sui vostri siti (ad esempio eventi, ma anche articoli o prodotti). Verranno meglio compresi da Google per poi essere presentati in SERP in modalità più accattivanti e chiare.

Per WordPress sono poi presenti una bella serie di plugin per eseguire il markup dei contenuti: Yoast presenta diversi plugin sul tema, ma anche All in One Seo con All In One Schema.org Rich Snippets. Personalmente devo ancora provarli, ma a breve sperimenterò in prima persona.

Cyrus Shepard espone altre vie interessanti per organizzare meglio i propri contenuti per Google, come ad esempio liste, corretto uso degli headings ma anche Google Local (ora MyBusiness). Questi ed altri approfondimenti nelle fonti, autorevolissime:

Che ne pensate?

photo credit: * Cati Kaoe * via photopin cc


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