SEO del futuro: difficile, costosa e… inequivocabile

Cos’è la SEO oggi? Cosa significa essere ben posizionati sulle pagine di risultati di ricerca di Google o “avere visibilità organica”?

A differenza di qualche anno fa, dove poteva essere relativamente più semplice conquistarsi un angolo di paradiso nei primi 10 risultati di Google, oggi la faccenda si fa più seria.

orario su google risposta rapidaIn risposta alle query degli utenti, hanno fatto capolino dei risultati – ossia delle risposte – direttamente nelle SERP (Search Engine Results Page – Pagina dei risultati di ricerca), talvolta risolte rapidamente da Google, dato che non serve cliccare in qualche link per sapere “che ore sono a Londra” – te lo dice al volo Google; in altri casi Google stesso anticipa la risposta contenuta in un link tramite “featured snippet”, ossia un’anteprima di ciò che l’utente sta cercando, rendendo spesso inutile l’approfondimento.

Non è finita, però: alla lista di link naturali che possono rispondere al quesito dell’utente, si aggiungono gli annunci sponsorizzati di Google Adwords… ehm pardon Google Ads, la mappa con le schede Google My Business, le schede di Google Shopping, le anteprime di Google Immagini o YouTube, …

SEO sempre più difficile? –> Marketing Mix

Questo cambio delle pagine dei risultati di Google ha delle conseguenze di grande impatto per chi vuole ottenere visite da risultati naturali di Google:

  • Si riscontra un calo generalizzato del CTR dei link in SERP soprattutto da mobile (CTR – Click Through Rate, ossia il tasso di click rispetto al numero di visualizzazioni totali).
    • Desktop: nel 2015 il CTR medio era del 71%; a febbraio 2018 del 65%
    • Mobile: nel 2015 il CTR medio era del 66%; a febbraio 2018 del 36%! (Fonte)
  • Diminuisce l’impatto delle visite organiche; in settori molto competitivi diventa sempre più forte (per non dire necessario) il ricorso a campagne a pagamento con Google Ads.
  • Conseguentemente, potrebbe diminuire anche il Ritorno sull’Investimento delle attività strettamente legate alla SEO.
  • Meta Tag Title e Meta Tag Description sono sempre più importanti per cercare di sottrarre ai concorrenti i click degli utenti. L’aumento della competizione per la visibilità determina un’attenzione sempre maggiore ai dettagli.

Non è però solo una questione di redesign delle pagine di Google, ci sono altri fattori che rendono la SEO un’attività sempre più complessa e a lungo termine, in special modo per i piccoli siti o per i nuovi siti, che non hanno grandi budget.

Battagliare sul posizionamento delle pagine web lungo keyword di interesse assomiglia sempre più a un mercato con alte barriere all’ingresso, dove i grandi colossi del web o le aziende online presenti su piazza da anni hanno vantaggi competitivi enormi: sono presenti da tempo, hanno consolidato autorevolezza e notorietà del marchio e mantengono la loro posizione di favore grazie a budget importanti da investire.

Cosa dovrebbe fare un sito underdog, quindi? Rinunciare ad ottenere visite naturali da Google?

Niente affatto. Semplicemente la SEO da sola non basta, come non basta presidiare solo i Social, come non basta investire unicamente in pubblicità online. Servono strategie complesse, raffinate, a lungo termine, in cui il marketing mix sia ricco di (non in ordine gerarchico) copywriting / content marketing, collaborazioni con altri siti/aziende, link building, pubbliche relazioni con influencer di settore, strategia social media, pay per click, e-mail marketing, direct marketing, affiliazioni, etc. E questo solo restando all’online… anche se in molti casi ha poco senso distinguere online da offline.

Concretamente, però, anche limitatamente al mondo SEO, ci sono ancora degli accorgimenti per contrastare la diminuita visibilità e l’aumento della concorrenza in SERP. Ad esempio:

  • Se è vero che i siti “storici” si accaparrano le keyword migliori, rimane sempre un certo spazio sulle parole chiave di coda lunga: portano certamente meno visite, ma molto specifiche e legate a bisogni molto particolari. Per trovare queste preziose parole, è utile interrogarsi su quali domande/dubbi/problemi specifici affliggono utenti e clienti…
  • “Riempire la SERP” è un’attività quantitativa che può portare qualche vantaggio: aprire profili Social o negozi ufficiali su Amazon o – in generale – sviluppare una presenza ufficiale in “mondi paralleli” a Google con un forte naturale posizionamento, permette di riempire le pagine dei risultati di ricerca con canali legati al proprio brand. Quanto meno in termini di autorevolezza e brand awareness, potrebbe essere un buon aiuto.
  • Sfruttare presidi online che portano sempre un traffico organico, ma di altra natura: Google My Business, Bing Places, YouTube.
  • Esiste una specie di “SEO” anche nei suddetti presidi online, così come su Amazon, su Facebook, su Instagram, su Ebay… In questi super-portali gli utenti effettuano ricerche e potrebbero trovare proprio te.
  • Come già anticipato, prestare attenzione ai dettagli: un titolo, una descrizione, un’immagine. Tutto “fa brodo” per conquistare un CTR migliore del “vicino di SERP” e sopravanzare in classifica…
  • Attenzione anche a corredare ciascuna immagine di Tag Alt e di riflettere su una possibile strategia per essere trovati tramite la ricerca di Google Immagini. A maggior ragione ora che l’utente – per visualizzare l’immagine in formato intero e non solo come anteprima – dovrà necessariamente visitare il sito web che l’ha pubblicata.
  • Ultimo ma non ultimo: alla fine, Google troverà sempre un modo per dare visibilità a contenuti realmente di valore… Tale visibilità, per quanto attorniata da mille altri stimoli, avrà pur sempre un grande valore, direttamente o indirettamente commerciale.

Sono suggerimenti pratici e sicuramente molto noti, non svelo granché.

Ciò che conta, in fondo, è ragionare attentamente su un marketing mix originale, uscire dagli schemi e limare sempre più i dettagli, con pazienza e in un’ottica a medio-lungo termine.

Leggi anche: “Fare SEO in casa, per piccole e medie imprese


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