Come Scegliere le Parole Chiave Giuste | SEO Copywriting

In questo articolo cerchiamo di capire come scegliere le keyword giuste per un testo online, per il tuo blog o per un sito internet. Quando l’utente digita determinate parole chiave nella barra di ricerca, il motore di ricerca (per esempio Google o Bing) determina il più probabile intento dell’utente.

Le parole digitate sono definite “query” di ricerca e attraverso di esse, l’utente “interroga” il gigantesco database presente nel motore di ricerca. Ad esempio, se stai leggendo questo articolo probabilmente hai digitato “come scegliere le keyword” o qualcosa di simile affinché ti sia comparsa questa pagina tra i risultati.

🗃 Immagina un enorme quantitativo di informazioni catalogate e organizzate all’interno di un archivio. Le parole chiave sono il ponte di collegamento tra ciò che stai cercando e la risposta automatica del database. Per questa ragione, le keyword sono fondamentali e Google (o qualsiasi altro motore di ricerca) deve analizzarle attentamente.

Scendiamo più nel dettaglio e vediamo come ottimizzare le keyword in ottica SEO.

Tipologie di keyword per la SEO

Essendoci letteralmente centinaia di migliaia o milioni di pagine contenenti le stesse parole chiave, è naturale chiedersi come il motore di ricerca scelga le migliori, ossia quelle da posizionare in cima alla pagina dei risultati. Per avere successo in questo processo, non basta concentrarsi solamente su una keyword.

O meglio, se vuoi posizionare il tuo sito per una determinata keyword, NON puoi ripeterla senza senso e ovunque nel testo.

Anni fa, ripetere costantemente la parola chiave era una pratica ben nota; fino al 2013, anno in cui l’aggiornamento “Hummingbird” di Google rese inutile questa pratica (anzi, dannosa –> keyword stuffing).

Oggi si parla di keyword density per definire la frequenza con cui una parola chiave viene ripetuta all’interno del testo. Se vuoi approfondire la keyword density, clicca il link seguente: 🔎 Scopri di più sulla keyword density

I motori di ricerca sono sempre più “intelligenti” e stanno imparando ad analizzare sempre meglio le nostre query. Un altro aggiornamento molto importante nella storia della ricerca sul web è stato “Google Bert”: un miglioramento del software di ricerca per garantire una maggiore attenzione al contesto semantico delle query, e quindi anche a tutti quei piccoli modificatori di significato come preposizioni, congiunzioni, etc (Es. “a”, “no”, “non”).

Ecco perché se desideri ottimizzare il tuo sito per determinate parole chiave, dovrai prestare attenzione all’intero contesto, e non solo alla loro presenza nel testo.

📌 Facciamo un esempio – Se digiti la query “keyword SEO”, starai cercando, probabilmente, informazioni su come strutturare o ottimizzare il tuo sito per una determinata parola chiave. Forse ti interessa sapere come creare un elenco di keyword, oppure potresti essere alla ricerca di strumenti che ti aiutino nella creazione di questi elenchi.

Google mostra i risultati più pertinenti alla tua richiesta nella prima pagina. Ecco perché ciò che veramente conta nel posizionamento sui motori di ricerca non è né la singola keyword, né il modo esatto in cui viene scritta. L’importante è la pertinenza, ossia quanto il contenuto risulti utile all’intento di ricerca dell’utente.

Ma prima di approfondire l’intento di ricerca, vediamo come si suddividono le tipologie di keyword e perché è importante conoscerle.

Parole chiave a coda corta

Quando si parla di “coda” di una parola chiave ci si riferisce al numero di parole di cui è composta. Le parole chiave a coda corta vengono definite anche primarie, perché hanno un elevato traffico e sono molto competitive.

📌 Ad esempio, una sola parola come “SEO” è molto generica e significa tutto e niente. Ad esempio, l’utente potrebbe voler cercare il significato di “SEO”, ma forse anche corsi SEO. Il motore di ricerca, quindi, mostrerà risultati correlati ma generici: potrebbe mostrare annunci a pagamento, software che si occupano di SEO, corsi di SEO e via dicendo.

Un altro esempio può essere “pizza”. L’utente potrebbe voler cercare la ricetta, delle immagini, l’origine, una pizzeria e via dicendo.

Articoli ben posizionati su parole chiave generiche sviluppano molto traffico, ma sono anche articoli che convertono poco rispetto ad eventuali obiettivi e hanno un’elevata frequenza di rimbalzo (cioè gli utenti abbandonano il sito alla prima pagina visitata).

Più una parola chiave è generica e meno l’utente sta cercando qualcosa di specifico. Per questa ragione, alcuni definiscono le keyword a coda corta come vanity keyword.

Parole chiave a coda media e lunga

Scegliere le keyword giuste non è sicuramente un gioco da ragazzi, ma una volta capito il funzionamento dei motori di ricerca le cose si semplificano. Quando l’intento di ricerca dell’utente è specifico, le parole chiave che utilizza si definiscono long tail keywords, letteralmente “keyword a coda lunga”.

Le parole “long tail” identificano un intento di ricerca specifico da parte dell’utente.

Inserendo una long tail keyword, l’utente si aspetta che il motore di ricerca gli fornisca pagine e articoli altamente pertinenti e specifici alla sua richiesta informativa.

Le pagine che si concentrano su questo tipo di parole chiave hanno un volume di ricerca minore. Non sono certo le migliori keyword per generare brand awareness, ma hanno maggior probabilità di conversione (vendite, richieste di informazioni, download, telefonate, etc) e minor frequenza di rimbalzo.

📌 Ad esempio, cercando “Impasto per la pizza con lievito madre”, Google ci offre una serie di articoli e video che comprendono ricette specifiche di quel tipo di pizza. Non propone più solo informazioni generiche come abbiamo visto in precedenza.

Prova il Keyword Planner di Google a questo link

Parole Chiave ottimizzate SEO per intenti di ricerca

All’interno dell’articolo abbiamo citato più volte l’intento di ricerca, ma vediamo ora nel dettaglio di cosa si tratta. Iniziamo col dire che riuscire a scegliere le giuste keyword senza tenere in considerazione l’intento dell’utente sarebbe impossibile.

Gli intenti di ricerca sono raggruppati in quattro grandi tipologie: ognuna di queste fa capo all’intenzione dell’utente, ossia al motivo per cui compie una determinata ricerca. Quali sono questi intenti?

  1. L’utente vuole ricercare solo informazioni
  2. L’utente sta cercando un preciso sito internet
  3. L’utente desidera comparare prodotti e servizi prima di acquistarli
  4. L’utente sa esattamente cosa vuole acquistare.

Vediamoli più nel dettaglio.

🔦 Ricerca di informazioni degli utenti sui motori di ricerca

Chi fa questo tipo ricerca, vuole solo ottenere informazioni riguardo un determinato argomento, come le novità relative ad una squadra di calcio, gli orari dell’autobus e via dicendo. Questo tipo di ricerca si identifica come informativa.

In questo caso, le query digitate nella barra di ricerca contengono parole come “chi…”, “quanto…”, “come fare a…”. Ecco alcuni esempi di query: “come fare a vendere una barca online”, “chi ha scoperto l’America”, “quanto costa un tablet”, etc… Offrire delle informazioni relative ad un argomento è il primo approccio che si ha con un utente.

🔀 Intento di navigazione

L’intento di navigazione identifica richieste di accesso ad un determinato sito internet. Per esempio, se l’utente desidera entrare nell’area privata della sua banca o su un social network, il motore di ricerca metterà in evidenza le pagine in cui effettuare il login al sito.

👈🏻 👉🏻 Comparazione di prodotti/servizi

Definito anche con il termine di “Commercial intent” (in italiano “intento commerciale”), questo tipo di intento indica che l’utente sta effettuando una ricerca specifica riguardante una categoria di prodotti e/o servizi al fine di paragonarli tra di loro.

Questo genere di ricerca viene effettuata normalmente prima di un acquisto, a volte anche qualche giorno prima. L’utente potrebbe, per esempio, voler comparare le prestazioni di due distinti modelli di automobili prima di procedere all’acquisto.

🛒 Intento di acquisto

In questo caso, l’utente effettua una ricerca di un brand o di un prodotto specifico per acquistarlo. L’intento di acquisto si definisce anche come “transactional intent”. L’utente è motivato dall’intento di acquisto quando si reca su un e-commerce con l’obiettivo di trovare un preciso prodotto e comprarlo.

Probabilmente, ha fatto in precedenza una ricerca per paragonare i prodotti o servizi e ora si è deciso ad acquistare. L’utente è quindi alla fine del suo processo decisionale ed è pronto ad effettuare l’acquisto.

Conoscere le tipologie di intenti dell’utente ti aiuterà a scegliere con cura le keywords per il tuo sito web e a strutturare bene le pagine. Le pagina informative sono generalmente lunghe e contengono, oltre alle parole chiave legate all’argomento, anche quelle simili e correlate.

La loro lunghezza può superare tranquillamente le 1000 parole. Al contrario, le pagine dedicate alla vendita di un prodotto o di un servizio sono più brevi e si focalizzano sull’offerta. La lunghezza di queste pagine si aggira intorno alle 200 parole.

🗝 Keyword principali e secondarie

La “main keyword” è la parola chiave principale. I motori di ricerca sono sempre più bravi a identificare l’intenzione dell’utente proprio grazie all’analisi della keyword principale. Si tratta della parola più ricercata, pertinente e rilevante legata ad un dato argomento.

Tornando al nostro esempio, se vuoi sapere come fare l’impasto della pizza, la main keyword sarà “impasto pizza”. Tutte le altre parole chiave che approfondiscono l’argomento sono parole chiave secondarie.

📌 Ad esempio, all’interno delle seguenti query, oltre alla keyword principale troviamo anche quelle secondarie: “impasto per una pizza digeribile”, “impasto pizza alta”, “impasto per una pizza soffice”. L’utilizzo di un tool apposito può aiutarti a distinguere la main keyword dalle keywords secondarie. Questo è un aspetto particolarmente importante nella ricerca della giusta parola chiave.

🤔 Difficoltà della parola chiave

Ovviamente tutti ambiscono a posizionare il proprio sito web per le parole chiave più redditizie, che sono proprio per questo motivo anche quelle con più concorrenza. Una volta identificate le parole chiave più adatte alla propria attività online, la sfida è posizionare il proprio sito web per quel tema specifico.

Dopo aver determinato le migliori parole chiave per la tua attività, potrai, con la giusta strategia, riuscire a superare i competitor nel posizionamento sui motori di ricerca. Online trovi diversi tool che ti aiutano a comprendere quanto sia difficile (o facile) posizionarsi per una determinata parola chiave.

Se non vuoi utilizzare un tool, puoi analizzare la difficoltà di una parola chiave manualmente, ma per farlo devi considerare diversi fattori di posizionamento. Facciamo una breve carrellata.

Cerca su una pagina in incognito la parola chiave per la quale ti vuoi posizionare. Una volta trovati i risultati dei primi 10 competitor, dovrai analizzare i seguenti fattori:

  • Affidabilità dei siti nella prima pagina dei risultati
  • Ottimizzazione url
  • Lunghezza del testo
  • Analisi del contenuto e quali argomenti e sotto-argomenti potrebbero mancare
  • Distribuzione delle parole chiave e dei sinonimi
  • Presenza di H1, H2 e H3
  • Meta description
  • Immagini ottimizzate
  • Link interni.

Certamente non sono solo questi i fattori di ottimizzazione SEO che rendono più o meno difficile posizionare la giusta parola chiave. Per questo ti suggerisco l’utilizzo di tool specifici.

In conclusione, la ricerca della giusta parola chiave, dipende dallo scopo del sito e dalla strategia di marketing utilizzata. Trattare un ambito specifico offrendo contenuti informativi può essere una soluzione per generare traffico sul sito. Successivamente, dovrai convertire questo traffico in nuovi clienti, ma questo è un altro paio di maniche.

Abbiamo parlato delle tipologie di parole chiave, degli intenti di ricerca e di come scegliere le keyword giuste. Speriamo che questo articolo su come scegliere le keyword giuste ti sia stato di aiuto. Non esitare a scriverci per avere maggiori informazioni.


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