Cambiamento verso la Rivoluzione Digitale: intervista a Michela Guerra di SAS

Abbiamo visto insieme a Stefano Mainetti quanto sia importante l’applicazione del Machine Learning e dell’Artificial Intelligence all’interno delle PMI italiane, però non ci fermiamo qui, vogliamo capire di più!

Proprio per questo abbiamo approfittato della disponibilità di Michela Guerra, Sr. Regional Marketing Communication Manager di SAS.

Volevamo capire insieme a lei, come fosse possibile perpetrare il “cambiamento” all’interno delle aziende e capire come i vari player di settore possono fornire consulenza qualificata in grado di portare un segnale immediato e di qualità.

Ecco l’intervista:

Bee Social: SAS ci insegna da tempo che tecnologia, persone e aziende, formano un triangolo perfetto e che ognuno può interagire con l’altro senza sovrapporsi o sostituirsi. Nel contesto attuale, dove le macchine imparano e sono in grado di prevedere con maggior accuratezza della mente umana, dobbiamo percepire il cambiamento come un vantaggio. Le persone, sono pronte a questo? Quali sono i dubbi più grandi che hanno?

M.G.: AI e Machine Learning dettano le basi per una rivoluzione nell’approccio che le aziende avranno nei confronti di dati, mercato e clienti. Stiamo già vedendo e interagendo, anche nella nostre vite private, con sistemi sempre più intelligenti. Capaci di interagire tra loro. Tecnologie che non saranno solo in grado di raccogliere informazioni, ma anche di apprendere da queste. Dispositivi e sensori diventeranno talmente intelligenti da organizzare anche molti aspetti della nostra vita. Una vita basata sugli algoritmi.

Quando si parla di Intelligenza Artificiale è inevitabile affrontare il tema dell’etica e degli impatti che si avranno sulle vite delle persone:

  • La regolamentazione e la giurisprudenza seguono a ruota (GDPR)
  • Permission (dare i dati a fronte di un servizio/vantaggio atteso)
  • La macchina non potrà sostituire l’uomo (a meno in tempi medio-lunghi)

La concezione umana di intelligenza è complessa e non lineare. E’ evidente che l’AI non è realmente intelligente nella definizione che l’uomo dà all’intelligenza. L’uomo sfrutta molteplici livelli di intelligenza: spaziale, logica, interpersonale, emotiva. Questi sistemi non hanno il “pensiero creativo”, non hanno un’indole che spinga verso l’innovazione, ma soprattutto non hanno la curiosità. È per questo che alla base della rivoluzione in cui l’intelligenza artificiale diventa protagonista, ci sarà sempre l’uomo. Il cambiamento deve essere appunto percepito come un vantaggio e i sistemi intelligenti come un valido alleato per affrontare le sfide del futuro.

Bee Social: A SAS Forum Milan 2018 abbiamo visto oltre 2000 persone che possiamo definire “disposte al cambiamento”. Cosa le fa davvero cambiare oggi?

M.G.: Oggi dalla tecnologia ci aspettiamo molto. Diamo per scontato che possa fornirci quello di cui abbiamo bisogno, quello che stiamo cercando, in ogni momento. Siamo nell’era dell’Analytics Economy, dove i dati, le persone e le macchine lavorano insieme per accelerare il passo dell’innovazione.

Il cambiamento non riguarda però solo la tecnologia, riguarda anche persone e competenze necessarie per affrontare questa trasformazione. Il modo in cui lavoriamo, in cui interagiamo con gli altri. In questo contesto di cambiamento caotico e di evoluzione continua, l’approccio culturale fa la differenza. Essere informati e reagire velocemente sarà la discriminante per sopravvivere e prosperare nel proprio business. I dati e la loro analisi nel momento e nel luogo giusto diventano il motore dello sviluppo, elemento di differenziazione di ciascuna realtà di business.

Bee Social: Come si pone SAS nei confronti delle aziende circa il cambiamento verso una rivoluzione digitale? Come le aiuta?

M.G.: Le aziende che vogliono davvero abbracciare il cambiamento e cavalcare la digital transformation stanno ridefinendo i propri modelli operativi e di business. SAS mette a disposizione dei clienti un valore intangibile che va ben al di là di quello che il cliente acquista con il software e i servizi: la spinta all’innovazione, caratteristica intrinseca di SAS, che ci permette di essere al passo con i nuovi trend e di supportare attivamente i nostri clienti nel processo di trasformazione digitale verso l’innovazione. Basti pensare che ogni anno SAS investe circa il 25% del fatturato in Ricerca e Sviluppo.

Mettiamo quindi al centro del cambiamento alcuni fattori fondamentali:

  • Investimento continuo in piattaforme abilitanti per la trasformazione digitale come centri di competenza e di diffusione del know-how digitale. SAS è la piattaforma analitica aperta che permette la realizzazione di processi innovativi di analisi dei dati nell’ambito dell’Intelligenza Artificiale e del Machine Learning;
  • Interazioni continue con i leader culturali dei nostri temi che possano portare valore e soprattutto nuovi modelli di pensiero;
  • Consolidamento di una rete di partner che possano con le loro competenze di settore e di ambito funzionale introdurre nelle aziende capacità e nuovi modelli di business in linea con le mutate esigenze di mercato, sempre più condizionato dalla globalizzazione e dalle nuove tecnologie;
  • Investimenti sui giovani che hanno propensione alla visione futura del nostro settore.

Bee Social: SAS Forum Milan 2018 ci ha ispirato allo straordinario, ci ha mostrato come dalle intuizioni possano nascere imprese. Quale supporto possono dare i giovani a queste intuizioni, a queste ispirazioni?

M.G.: Da sempre in SAS crediamo nei giovani, nella loro voglia di scoprire, sperimentare e imparare cose nuove per migliorare se stessi e il mondo che li circonda. Per noi i giovani sono i veri protagonisti di domani, è per questo molto importante investire in progetti per creare e diffondere le competenze necessarie per la digital transformation.

Abbiamo di recente organizzato il primo SAS Hackathon qui in Italia. 70 studenti di tre diversi dipartimenti dell’Università Milano Bicocca hanno creato un modello analitico completo lavorando su dati AC Milan. In due giornate di lavoro, i ragazzi sono stati in grado di creare progetti completi e approfonditi, dimostrando di essere all’altezza della sfida e di saper lavorare con dati reali e molto complessi.

Iniziative come l’Hackathon dimostrano che è fondamentale investire sempre di più in progetti educational per creare e diffondere le competenze necessarie per la digital trasformation: attività sul campo in partnership con le università, digital learning in ambito analytics, così come l’introduzione di percorsi con gli studenti degli istituti superiori in ambito alternanza scuola-lavoro per mettere le basi per la creazione delle figure professionali di domani.

Ringraziando Michela per questa approfondita intervista, concludiamo lasciando comunque aperto il tema che oggi sta affascinando il web, ma soprattutto affascina le persone disposte ad un cambiamento che passa dalla digitalizzazione dei processi aziendali e arriva al cuore delle macchine.

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