Telegram Ads: come funzionano e perché usarle (in futuro)

Lo sapevi che Telegram è stata l’app più scaricata nel mese di gennaio del 2021? O che dal 2018 gli utilizzatori di questo servizio sono cresciuti del 150%?

Con più di 500 milioni di utenti attivi al mese e circa 55,2 milioni di utenti attivi al giorno, Telegram è uno dei servizi di messaggistica istantanea più utilizzati, nonché una delle applicazioni più scaricate.

A che cosa deve la sua popolarità dirompente? Senza dubbio a un mix felice di funzionalità e caratteristiche differenzianti, come una maggiore attenzione alla privacy, alla user experience e alla possibilità di personalizzare le proprie comunicazioni, tramite chat, gruppi e molteplici strumenti di interazione, come sondaggi e bot.

In Italia a usare Telegram sono più di 13 milioni di persone e questo numero è in crescita: potevano i brand e le aziende ignorare le potenzialità di un servizio digitale così catalizzante e apprezzato?

Ovviamente no e questo lo sa anche lo stesso Telegram, che ha di recente introdotto la possibilità di inviare messaggi sponsorizzati nelle chat, tramite le pubblicità su Telegram, conosciute come Telegram Ads, gestibili con la nuovissima piattaforma Telegram Promote (il nome della piattaforma pubblicitaria di Telegram).

Che cosa e come funzionano sono le Telegram Ads

Inviare messaggi a oltre 500 milioni di potenziali clienti sembra un’idea allettante, ma ci sono alcuni limiti ATTUALI da tenere a mente con le Telegram Ads.

👥 Telegram Ads su canali e gruppi pubblici con più di 1000 iscritti – Innanzitutto, potrai pubblicare annunci solo su canali o gruppi pubblici con più di 1000 iscritti. Sebbene Telegram non abbia menzionato quanti canali di questo tipo esistano attualmente, ha però affermato che gli utenti iscritti ai cosiddetti “super-gruppi pubblici” generano mensilmente più di 500 miliardi di visualizzazioni.

💸 Budget minimo: 2 milioni di € – In secondo luogo, avrai bisogno di un budget consistente per iniziare a fare pubblicità tramite le Telegram Ads. Quanto? Circa 2 milioni di euro (2,13 milioni di dollari): non proprio spicci! Telegram ha affermato che il pagamento dovrà essere effettuato in anticipo e di questi 2 milioni, 1 è costituito da un deposito rimborsabile.

Ci aspettiamo, comunque, che questo budget minimo verrà pian piano reso sempre più alla portata di tutti o quasi, per un semplice motivo: ad oggi Telegram Promote è in fase di test e quindi si rivolge solo a grandi inserzionisti.

🚫 Dati personalizzati degli utenti non disponibili – Infine (e questo è un elemento non trascurabile) Telegram non fornirà agli inserzionisti dati personalizzati in merito agli utenti, almeno per il momento. Questo significa che le Telegram Ads, a differenza di quanto accade ad esempio con Facebook, non potranno essere indirizzate a persone specifiche.

telegram ads esempio italiano
Un esempio di ads su Telegram. Questo messaggio poi sparirà nel tempo, non rimane fisso tra le notizie naturali pubblicate.

Chi compila e poi pubblica un’inserzione su Telegram potrà “solo” selezionare la lingua, gli argomenti e i canali di destinazione. Vale la considerazione fatta anche per il budget: lo stato dell’arte è questo, ad oggi, ma il motivo è dato dal fatto che Telegram Promote è in fase di testing

È anche facile capire le sfumature che determinano questo “limite”: oltre alla fase di testing, per quanto un gruppo possa essere tematico e settoriale, è anche vero che a popolarlo sono utenti molto diversi fra loro, per età, provenienza, portafoglio e interessi. Considerando che gli annunci verranno posizionati all’interno dei gruppi e dei canali, diventa quasi impossibile segmentare l’audience in modo più specifico.

È importante anche notare che la pubblicità tramite Telegram sarà discreta e non invasiva. Conterrà solo brevi testi senza collegamenti e foto: ciascun annuncio sarà composto da un testo e da un pulsante. La lunghezza massima del testo dell’annuncio è di 160 caratteri, spazi inclusi.

Inoltre, le singole unità pubblicitarie verranno visualizzate dagli utenti solo dopo aver visualizzato tutti i nuovi post “organici” del canale. A livello di costi, il prezzo minimo per ottenere 1000 impressioni tramite il proprio annuncio è di 2 euro.

Puoi trovare maggiori informazioni sul costo e sul settaggio delle Telegram Ads su Promote Telegram, la piattaforma ufficiale per fare pubblicità tramite il servizio di messaggistica istantanea.

Ha senso usare le Telegram Ads per promuovere la propria attività o brand?

La risposta a questa domanda non può essere univoca e tranchant: noi ci sentiamo di dire che “dipende”, come spesso accade per questioni relative al digital marketing.

Da che cosa? Ovviamente da una questione di budget e dai propri obiettivi. Come è chiaro dal budget minimo richiesto da parte di Telegram per realizzare le Telegram Ads, in questo momento il servizio non è accessibile a tutti, ma solo ai grandi inserzionisti.

Non solo: ai grandi inserzionisti che possono permettersi di “giocare” e testare nuovi strumenti. Sarebbe una follia consigliare a una realtà che ha 2-3 milioni di euro da allocare in svariate attività di marketing e comunicazione di “bruciare” tutto questo budget solo su Telegram.

A maggior ragione considerando il fatto che questo servizio è ancora in fase di sviluppo e i primissimi commenti a caldo degli utilizzatori, in merito alle Telegram Ads nei gruppi e canali pubblici, non sono stati particolarmente positivi.

C’è da chiedersi, in base ai propri obiettivi di crescita, vendita o brand awareness, se 1-2 milioni di euro non possano essere spesi in modi più strategici, sicuri e consolidati, magari tramite piattaforme pubblicitarie online attualmente solide e rodate.

Come fare pubblicità su Telegram: alternative alle Telegram Ads

Le Telegram Ads sono l’unico modo per fare attività di marketing e comunicazione tramite Telegram? Ovviamente no!

Telegram può essere un ottimo strumento per creare o consolidare una community, attraverso canali e gruppi: questi possono essere unidirezionali, cioè di sola lettura da parte degli iscritti, o interattivi, dove gli utenti sono incoraggiati a partecipare agli stimoli proposti dai moderatori.

In entrambi i casi, canali e gruppi su Telegram possono consentire al brand o al servizio che li utilizza di:

  • inviare aggiornamenti quotidiani alla community, scrivendo messaggi di testo strutturati, accattivanti e arricchiti da gif, sicker, immagini e link;
  • stimolare la community con sondaggi, contest e ask;
  • inviare ai propri iscritti su Telegram contenuti, offerte e aggiornamenti “premium” e dedicati.

Alcuni esempi?

Mysecretcase, il rivenditore italiano di sex toys numero uno, ha un canale Telegram con quasi 50mila iscritti (no, non hai letto male). Il canale è aggiornato quotidianamente con brevi video, domande e sondaggi.

Veronica Benini, in arte Spora, è un’imprenditrice digitale, consulente strategica e autrice di successo: su Telegram ha un canale unidirezionale con più di 15mila iscritti dove propone offerte, riflessioni e interagisce con la sua community tramite sondaggi e documenti.

Il segreto di una permanenza strategica e fruttuosa su Telegram è conoscere il proprio target, intercettarlo su Telegram con una proposta che altrove non può trovare (dialogo, offerte, aggiornamenti, consigli, …) e mantenere viva e costante la comunicazione.

In questo senso, Telegram può rivelarsi ben più di uno strumento in cui lanciare qualche Ads, ma un alleato per la costruzione di una community ricettiva!

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