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Crisi dell’Editoria: la via è innovare la comunicazione radicalmente?

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L’editoria è in crisi, è cosa risaputa, ma si tratta di un trend che affligge qualunque paese del mondo, dagli Stati Uniti alla Cina.

Negli Usa, ad esempio, i ritorni sulla stampa tradizionale sono calati di due terzi, ma contemporaneamente sono quadruplicati gli introiti derivanti dalle attività di digital marketing.

crisi editoria italiana

Che succede dunque? Tutti vanno online. Ma non basta: replicare un modello consolidato, mutando semplicemente il formato con cui veicolare le notizie è fallimentare. Vediamo dunque 2 casi di successo che premiano la diversificazione, sfruttando la grande elasticità che consente il digitale.

Un caso di successo che punta sulla Comunicazione: Quartz

Come fare per reagire di fronte a dei numeri così terribili dell’editoria americana?

http://www.datamediahub.it/2014/04/04/il-giornalismo-non-e-un-business-morente/
http://www.datamediahub.it/2014/04/04/il-giornalismo-non-e-un-business-morente/

Sembrerebbe impossibile: l’editoria classica annaspa, il web diventa una giungla in cui spartirsi – in troppi – la magra torta degli introiti pubblicitari online, sicuramente più scarsi rispetto agli investimenti del passato nella carta stampata.

Quartz – http://qz.com/ – è nato a fine 2012 e registra già 5 milioni di utenti unici su base mensile. Com’è possibile? Grazie ad un approccio comunicativo, di gestione delle informazioni e di dialogo con il lettore a dir poco rivoluzionario, che innesta le sue basi sulle caratteristiche tipiche dell’online e non certo del giornalismo classico. Se osservate Quartz vi accorgete subito di una serie di elementi sorprendenti, quali:

  • una classificazione delle notizie nuova, non secondo le categorie classiche ma sulla base di “ossessioni”, che variano al variare dell’attualità. In sostanza, la c.d. agenda setting
  • Qualità sopra ad ogni cosa e non certo quantità. Non vengono trattate tutte le notizie del mondo ma si fa una selezione che rispecchia il sistema di valori e di interessi dei giornalisti di Quartz. Lo stesso approccio è adottato anche da Upworthy, un caso forse ancora più eclatante.
  • Web Design e Tecnologia: appena avete aperto il sito siete rimasti disorientati, vero? Sembra quasi un blog, non certo un web magazine, con un approccio e una divisione delle notizie fuori dagli schemi. Il sito è creato principalmente per tablet e smartphone, in html5 e responsive, con grandi immagini e grafici riassuntivi dei dati espressi negli articoli. I grafici vengono realizzati con un tool costruito internamente da Quartz.
  • Dialogo: i commenti in Quartz diventano delle annotazioni che si sviluppano lungo i paragrafi dell’articolo e non a fondo testo; la newsletter diventa un “daily brief” che include una serie di informazioni e link sui temi preferiti dai lettori, andando a spaziare dunque anche tra quotidiani e siti web concorrenti. La qualità dell’informazione servita puntualmente ai lettori è ciò che interessa alla redazione di Quartz.

Un approccio commerciale aggressivo

Anche in Cina le cose non vanno poi così bene: grazie alla sua estensione, si contano circa un migliaio di quotidiani pubblicati ogni giorno. Un bel dilemma per gli editori, tra concorrenza numerosa e profondo decremento degli introiti pubblicitari.

Così, 12 quotidiani cinesi hanno fatto un accordo con Alibaba.com, uno dei più importanti e-commerce cinesi: tramite dei QR Code presenti solo in quei quotidiani gli utenti avevano accesso a dei prodotti promozionali su Taobao.com con un prezzo inferiore al corrispondente cinese di 1 dollaro.

L’approccio nuovo, in questo caso, è dato dalla funzione di vetrina per lo shopping tramite mobile del quotidiano. Basterà?

photo credit: Thomas Hawk via photopin cc

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