Mobile e E-commerce in Italia (a fine 2013): perché non funzionano?

Si dice spesso “questo è l’anno del mobile” o anche “in Italia l’e-commerce ha dei tassi di crescita a doppia cifra“.

Tutto vero, anche se la realtà dei fatti dimostra che il mobile e l’e-commerce in Italia ancora non funzionano: gli italiani non si sono ancora abituati a fare acquisti online e magari da smartphone.

Una ricerca di Cushman&Wakefield ripresa dal Sole 24Ore svela che, per il potenziale economico presente in Italia, e-commerce e mobile-commerce sono ancora troppo indietro rispetto ad altri paesi europei, come Inghilterra e Germania.

I motivi? Sempre causati dalle classiche contraddizioni italiane

  • mercato al decimo posto del mondo VS diciottesimo posto a livello di infrastruttura informatica / internet;
  • Italia prima in Europa per diffusione di cellulari e smartphone VS familiarità con internet, le potenzialità offerte dalla tecnologia;
  • alta diffusione VS scarsa fiducia nei sistemi di sicurezza online;
  • dodicesimo posto italiano nel mondo per vendite complessive VS fuori dalla classifica delle prime 20 nazioni per esborso medio, per persona.

L’assenza dell’Italia nelle posizioni che contano è un segnale di scarsissima alfabetizzazione digitale, cosa su cui primeggiano invece i Paesi Scandinavi (tutti), che infatti dominano nelle classifiche di alto sfruttamento delle nuove possibilità offerte dall’online e, oggi più che mai, dal mobile.

 

I numeri degli e-commerce italiani, però…

Nonostante tutto, lo scenario non è però così fosco, secondo le statistiche. Una ricerca di DADA su quasi 1200 e-commerce italiani segnava dati confortanti, ad inizio 2013: rispetto all’anno precedente, infatti si registrava:

  • + 144% di vendite, con i settori moda, tecnologia e cibo a farla da padrone;
  • + 161% di aumento delle entrate per le aziende coinvolte;
  • + 56% di ordini ricevuti online.

In testa alle classifiche Lombardia e Lazio, che precedono Emilia Romagna, Veneto, Piemonte e Toscana. Assente ingiustificato, ancora una volta tutto il Sud Italia, che manifesta il suo ritardo in maniera coerente con il mercato tradizionale.

L’e-commerce in Italia ancora non funziona come potrebbe, anche se la crescita è costante: un po’ alla volta, con calma, arriviamo anche noi…

 

Fonti: Il Sole24Ore, Dada, Solotablet.it, Casaleggio,  Cushman&Wakefield.

Credit Immagine: TheTruthAbout via photopin cc

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4 Comments

  • Farei però una distinzione importante.
    E-commerce significa fare acquisti da un PC e pagare tendenzialmente con carta di credito o strumenti digitali. Anche se non viene accettato il bonifico è difficile che un utente “non digital” arrivi al pagamento tramite un percorso di shopping “digital”.

    Mobile invece significa anche solo ricevere un’offerta sul telefonino (via SMS? leggendo un codice che nemmeno so si chiama QR?) e magari semplicemente andare in negozio.

    Il mobile è quindi due cose distinte:
    1) un nuovo canale per l’e-commerce, e questo ha ancora pochi volumi
    2) un canale nuovo e forte per chi ha un semplice negozio, non ha un sito di e-commerce, ma può sfruttare il mobile per portare gente in negozio.

    My 2 cents
    Stefano

    • Ciao Stefano,

      grazie della puntualizzazione; si, ci può stare: le mie fonti non andavano così in profondità ma facevano luce un po’ in generale sui due macromondi (però su mobile si riferivano unicamente al “mobile commerce”).

      Grazie! :)

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